Archivio per fannulloni

26 ‘FANNULLONI’ DEL COMUNE DI PORTICI ARRESTATI PER ASSENTEISMO. EFFETTO BRUNETTA

PORTICI (NA) – Trentasei dipendenti del Comune di Portici (Napoli) sono stati arrestati all’alba dalla polizia per assenteismo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla magistratura. A tutti è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nel corso dell’operazione sono stati anche notificati altri 58 avvisi di conclusione indagini ad altrettanti dipendenti del Comune. I provvedimenti, emessi su richiesta della sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della procura della Repubblica di Napoli, sono stati eseguiti dagli agenti del commissariato di Polizia Portici-Ercolano, della squadra Mobile e della Digos. Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di polizia Portici-Ercolano dall’ottobre 2007, hanno interessato i dipendenti del Comune di Portici che prestavano servizio presso l’ufficio elettorale, matrimonio e leva, stato civile, immigrazione, emigrazione, ufficio relazioni con il pubblico. E ancora, anagrafe, ufficio carte di identità, ufficio richiesta documenti, ufficio tributi (ICIAP, ICI, TARSU, TOSAP) ufficio commercio e professioni. ANSA

DDL BRUNETTA ANTIFANNULLONI: SI’ SENATO CON 154 VOTI, E’ LEGGE

ROMA – Il Senato approva, in via definitiva con 154 voti a favore, un solo voto contrario il ddl Brunetta sulla ottimizzazione e razionalizzazione della pubblica amministrazione. ( Leggi il seguito … )

BRUNETTA, I FANNULLONI SPESSO SONO DI SINISTRA

MONTECATINI TERME (PISTOIA) – “La mia battaglia per migliorare la pubblica amministrazione ha turbato i sonni di chi vive di rendita, dei poteri forti e dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra”. Sono parole pronunciate da Renato Brunetta, intervenuto all’assemblea dei Circoli del buongoverno. Il ministro della Funzione pubblica si é detto dispiaciuto per questo: “Io sono di sinistra, sono socialista”. Brunetta ha poi polemizzato con la Cgil, ricordando che si è opposta alle iniziative per la riforma e per il miglior  CONTINUA …

RENATO BRUNETTA: TORNELLI VUOL DIRE GIUSTIZIA

Ho parlato dei tornelli in tribunale, intendendo non tanto, e non solo, le strutture fisiche, quanto il controllo degli orari di lavoro, della presenza e, quindi, della produttività di tutto il personale della giustizia, e subito, come al solito, s’è levato il solito coro: è una boutade, non conosco la materia, non ho competenza. Cercherò di esser più preciso: la fine dell’anarchia giudiziaria, dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro negli uffici, è solo un primo passo, piccolo e necessario, perché i costi della giustizia che non funziona sono insopportabili, sia in termini di spesa pubblica che di civiltà collettiva. Mi limito ad alcuni punti, consapevole che il tema è complesso e non esauribile in poche righe.

Abbiamo avviato l’operazione trasparenza sull’assenteismo nella Pubblica Amministrazione, documentando l’impatto delle assenze per malattia dei dipendenti, dopo l’introduzione delle trattenute previste dal decreto 112, e mettendo i dati in sequenza storica. Il risultato è stato un crollo dei finti malati (-44,6% nel mese di settembre rispetto allo stesso mese di un anno fa). Non è la soluzione di tutti i mali, ma è un passo in avanti.

Come sono andate le cose nel comparto della giustizia? Non lo so, non lo sa nessuno, perché quei dati non sono mai arrivati. Hanno risposto alcune amministrazioni centrali, ma la trasparenza è stata rifiutata dall’insieme degli uffici periferici. Non abbiamo dati relativi alle presenze dei magistrati, ma neanche dei cancellieri e dell’altro personale amministrativo, che sono tutti dipendenti pubblici. Che sia chi amministra la giustizia a sottrarsi alla trasparenza non è un bell’esempio.

I tempi della giustizia italiana (penale, civile, amministrativa) sono scandalosamente lunghi, al punto da esporci a fondati e preoccupanti rilievi internazionali. Una giustizia che viaggia con i tempi italiani non merita di chiamarsi giustizia. Di questo, naturalmente, non portano la responsabilità solo i magistrati, essendoci colpe enormi del legislatore. Ma sono responsabili anche i magistrati. Per esempio: la legge è chiarissima, stabilendo che le motivazioni delle sentenze si depositano contemporaneamente o pochi giorni dopo la lettura del dispositivo, e solo in casi eccezionali entro tre mesi. La regola, di fatto, è che le motivazioni arrivano dopo molti mesi, e talora dopo anni. Nessuno paga, perché i tempi che riguardano i cittadini sono perentori (quindi obbligatori), mentre quelli cui devono attenersi i magistrati ordinatori (vale a dire che sono solo indicativi). Non credo sia tollerabile.

Dei procedimenti penali che s’iniziano arrivano a sentenza sì e no il 30%, fra questi risultando numerosi gli assolti. Significa che più del 70% dei procedimenti si perde per strada, risucchiato dai tempi delle prescrizioni. Una pacchia, per i criminali. Nel solo tribunale penale di Roma quasi l’80% dei rinvii è dovuto ad errori procedurali commessi dagli uffici, il che meriterebbe un serio controllo di produttività, con premi a chi lavora bene e sanzioni per chi lo fa come capita. Ogni volta che si solleva il tema la risposta dei magistrati è: servono più soldi. Ma noi abbiamo più magistrati e spendiamo più della media europea. Spendiamo troppo, non troppo poco, ma spendiamo male, come dimostra il capitolo informatizzazione: ci sono 7000 server al servizio della giustizia (ne basterebbe il 10%) e 169 sale dedicate (ne basterebbero 29). Tutto questo non solo è costato per gli acquisti, ma costa ogni anno, in servizi di assistenza e manutenzione, un occhio della testa. E non funziona, perché la telematica richiede integrazione dei sistemi, non moltiplicazione dei centri autogestiti ed autoreferenziali. E integrazione vuol dire scientificità dell’organizzazione con relative responsabilità manageriali e di gestione che, nei nostri palazzi di giustizia, semplicemente non esistono. Ognuno per sé, magari in buona fede, ma in totale disorganizzazione.

Dicono i magistrati: ci portiamo il lavoro a casa. Ma mica voglio una giustizia amministrata nel tinello! Ed a che serve informatizzare tutto, se poi il lavoro si fa da un’altra parte? Mancano gli uffici? Si organizzi il lavoro giudiziario in modo che gli uffici ci siano e siano aperti al pubblico, che problema c’è? Non vedo proprio perché qualcuno debba sentirsi sminuito se si controllano le entrate e le uscite dal lavoro al fine di evitare i tanti deserti pomeridiani nei nostri tribunali. Ci guadagneranno quelli che lavorano tanto, come si dimostra in alcune procure che, a legislazione vigente, sono riuscite a migliorare l’organizzazione interna, ci guadagneranno i cittadini, ci guadagnerà l’economia del Paese. Non ce l’ho con i magistrati, ma non possono esistere delle aree protette dalla trasparenza e dalla produttività. Meno che mai dove ci si occupa dei diritti dei cittadini.
* ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione

Fonte : LA STAMPA

BRUNETTA, TORNELLI ANCHE PER I MAGISTRATI.

ROMA – Il ministro della funzione pubblica Brunetta a tutto campo. Da una emittente radiofonica ha lanciato l’ennesima sfida ai fannulloni di stato: vuole inserire anche per i magistrati i ‘tornelli’. Lavorano solo due tre giorni a settimana e gli atri stanno a casa. E’ quanto affermato dal ministro della funzione pubblica. Una proposta provocatoria che non lascerà il tempo che trova, ma che di sicuro solleverà numerose critiche verso l’operato del ministro Brunetta, ormai lanciato verso una moralizzazione della Pubblica amministrazione. Già con i suoi primi interventi legislativi un risultato l’ha già raggiunto: un dimezzamento delle assenze per malattia nel pubblico impiego, con enormi somme risparmiate alle casse dell’erario. Oggi quest’altra proposta – provocazione cha farà discutere. Ma, ha anticipato il ministro, lui andrà avanti dritto per la sua strada. Per quanto riguarda la somma prevista per il rinnovo dei contratti agli statali pari a sei milioni, ha detto il ministro che non sono tanti, ma che tuttavia non sono neanche pochi. Esclude aiuti di stato alla Fiat. «I soldi alla Fiat  – ha detto Brunetta – sono stati dati l’ultima volta 3 anni fa e io in quell’occasione mi opposi. Questo – assicura – sarà il mio atteggiamento anche adesso. Di aiuti alla Fiat non se ne parla». Quanto ad Alitalia, «è vero – riconosce il ministro che abbiamo fatto un prestito ponte da 300 mln, ma Alitalia era, è un caso nazionale e abbiamo dovuto fare questo sforzo. Speriamo di recuperarlo ma non ci credo». Quanto alle banche «vorrei ricordare che, allo stato, non abbiamo dato un euro. Abbiamo solo messo in piedi un sistema di garanzie in caso di emergenza che spero non si attivi mai perchè abbiamo un sistema bancario solido». «I veri investimenti – puntualizza Brunetta – sono semmai necessari per il welfare, la scuola, l’università, ma prima bisogna fare un po’ di pulizia nei conti. Pesate che noi paghiamo più di 100 miliardi l’anno solo per la sanità e di questi tutti concordano nel ritenere che almeno il 20% è frutto di inefficienze e sprechi».

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BRUNETTA DECRETO LEGGE 112/2008, ECCO LA CIRCOLARE ESPLICATIVA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 Roma – Nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento economico accessorio.
Ad entrare nel merito della nuova disciplina, introdotta dal D.L. 112 del 2008 (vedi Legge di conversione n. 133/2008) è il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta intervenuto in tema di assenza dal servizio dei pubblici dipendenti, trattato dal decreto all’art. 71.
La circolare fornisce inoltre chiarimenti relativi alle assenze dovute a visite mediche specialistiche, ambito riguardo al quale il D.L. 112 non introduce modifiche del sistema d’imputazione delle assenze stesse; ma quanto alle modalità di certificazione, nel caso in cui le assenze vengano a coincidere con il terzo o successivo evento nell’arco di un anno solare (o se l’assenza dal lavoro per malattia si protrae oltre il decimo giorno),
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DECRETO BRUNETTA INTEGRALE PUBBLICATO SU GAZZETTA UFFICIALE.DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008 , n. 112

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DECRETO BRUNETTA   —  DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008 , n. 112
Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.

Titolo I
FINALITA’ E AMBITO DI INTERVENTO

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni urgenti finalizzate alla promozione dello sviluppo
economico e alla competitivita’ del Paese, anche mediante l’adozione
di misure volte alla semplificazione dei procedimenti amministrativi
concernenti, in particolare, la liberta’ di iniziativa economica,
nonche’ a restituire potere di acquisto alle famiglie, a garantire la
razionalizzazione, l’efficienza e l’economicita’ dell’organizzazione
amministrativa, oltre che la necessaria semplificazione dei
procedimenti giudiziari incidenti su tali ambiti; Leggi il seguito di questo post »