SCOPPIA LA POLEMICA TRA IL PROF. MARCO FUSCO E IL PRESIDENTE DELLA COMUNITA’ MONTANA DEL MATESE FABRIZIO PEPE PER LA TRASMISSIONE LINEA VERDE.

FONTEGRECA – (di Pietro Rossi) Il Prof. Marco Fusco , ex Presidente del Consiglio Generale della Comunità Montana del Matese, spara a zero contro l’attuale presidente Fabrizio Pepe accusandolo di ipocrisia e di aver dato durante un servizio di Linea Verde trasmissione di RAI UNO, notizie distolte sull’unicità del sito della Cipresseta di Fontegreca, improvvisandosi conoscitore del Bosco degli Zappini quando poi in realtà il Comune di Fontegreca e la Comunità Montana del Matese non hanno investito alcuna risorsa fino a questo momento per il sito in questione. Le telecamere di “Linea Verde”, racconta il Prof. Fusco, la nota trasmissione di Rai Uno che va in onda tutte le domeniche, erano una ghiotta occasione per occupare, a tutti i costi, la scena. Questa occasione, naturalmente, non se la poteva far sfuggire il presidente della Comunità Montana del Matese Fabrizio Pepe che si è improvvisato acuto conoscitore della Cipresseta di Fontegreca, coadiuvato, in questo, dall’ingegnere Annunziata(!) del Corpo Forestale dello Stato. Il dietro le quinte era assicurato dal sindaco di Fontegreca Antonio Montoro. Per l’occasione sono giunti anche i cavalli sulla cipresseta a fare da corona a un evento che molti hanno considerato di grande interesse. Ma mi chiedo: cosa c’entrano i cavalli con la cipresseta? Il buffet non manca mai in circostanze simili, costi ammortizzati dagli Enti promotori, Comunità Montana e Comune. Peccato che gli stessi enti non hanno trovato i soldi per pagare il biglietto e un pernottamento per far venire qualcuno del gruppo del dottor Paolo Raddi del CNR Ipp di Firenze. Ma si spiega il perché: se fosse venuto Raddi non avrebbero avuto visibilità… La settimana scorsa, in virtù della mancata venuta di Raddi o di un suo collaboratore, ero stato contattato per provvedere a descrivere le caratteristiche della cipresseta. “Non vogliono che parlino amministratori e politici locali.”, questo mi era stato comunicato dal sindaco di Fontegreca. Giunto sul posto mi sono accorto che quanto comunicatomi in precedenza non era vero, tanto è vero che, alla fine, hanno fatto parlare Pepe, politico in carica per capirci. Vorrei ricordare a qualche smemorato che, penso, dopo Raddi e gli amici di Firenze, di essere, in loco, l’unico abilitato a parlare della cipresseta, avendo i titoli per farlo. Le mie pubblicazioni stanno lì a dimostrarlo. Non si può a una trasmissione a tiratura nazionale ripetere i luoghi comuni sul bosco degli Zappini. Visto l’andazzo, per non tradire la mia intelligenza, ho preferito abbandonare il campo anzitempo. Certo, qualcuno dirà.:- ma cosa vuoi, abbiamo portato Linea Verde…D’accordo ma non possiamo fare pubblicità distolta alla cipresseta, atteso che la trasmissione sar&agra ve; guardata non solo da agricoltori o contadini come qualcuno ha ricordato, ma anche da addetti ai lavori che, certamente, rideranno a crepa pelle nel sentire delle cose ovvie e poco pertinenti…Voglio ricordare, sempre ai più smemorati, che grazie al Cnr e in modo particolare al gruppo di lavoro che fa capo a Paolo Raddi del quale mi onoro di far parte, è stato possibile inserire il Bosco degli Zappini in un circuito di ricerca internazionale. Tutto questo grazie agli oltre 200 mila euro sborsati dal CNR e ai 145 mila euro circa dei due progetti comunitari europei Cypmed e Medcypre. Volete sapere gli investimenti garantiti dal Comune di Fontegreca e dalla Comunità Montana del Matese? Zero. Sì, avete capito bene! Se poi qualcuno vuol far passare l’ordinario come qualcosa di straordinario, beh, a quel punto significa che si vuole tradire anche l’intelligenza altrui. Ripeto, tutto quello che è stato fatto lo si deve agli amici d i Firenze del CNR che nel lontano 1999 furono caldamente invitati con una nota a firma del sottoscritto( e non di altri!)a studiare e a occuparsi della cipresseta. La regione Campania, solo dopo tante insistenze, ha provveduto a riconoscere il valore del bosco degli Zappini, inserendolo nel libro regionale da bosco da seme. Anche in questo caso si tratta di fondi ordinari, e per lo più di appena 58 mila euro per sei anni. Il vivaio per un erborato da seme è stato pensato e suggerito da Raddi. Su tutto questo e sull’impegno degli enti locali, qualcuno farebbe bene a chiedere lumi al dottor Di Fusco, fino all’anno scorso responsabile dell’ufficio di biodiversità di Caserta. Mi rivolgo, infine, ai matesini, continua Marco Fusco, domenica 21 marzo va in onda la trasmissione registrata in questi giorni sul nostro territorio. Quando sentirete parlare della cipresseta dai due illustri relatori testè ricordati, tenete in mente quanto vi sto per dire, perché quello che sentirete è lontano anni luce dalla vera grandezza e originalità della cipresseta autoctona di Fontegreca. Per poter inserire la cipresseta di Fontegreca in un circuito internazionale di protezione e sviluppo è necessario- questa l’urgenza- caratterizzare geneticamente questa popolazione in riferimento ad alcune popolazioni proprie degli areali naturali del cipresso esistente in Grecia ed in Turchia. Nello studio effettuato dal Cnr Istituto per la protezione delle piante, sono stati analizzati anche 11 popolamenti naturalizzati in Italia, compreso quello di Fontegreca. Questo studio rappresenta la prima analisi genetica su larga scala(utilizzando come marcatori microsatelliti nucleari) finalizzata a valutare la diversità genetica e la distribuzione del C. Sempervirens nelle regioni mediterranee. Il popolamento di Fontegreca (ed è questa la straordinarietà del bosco degli Zappini e non certamente le “balbettate” considerazioni di Pepe e Annunziata…che brutta cosa l’improvvisazione!) rappresenta un estremo caso di devianza genetica seguito poi da un forte isolamento geografico. Infatti il popolamento dei cipressi di Fontegreca risulta diverso geneticamente dalle popolazioni naturalizzate italiane ma anche da quelle naturali greche e turche. Questo fatto indica che la cipresseta di Fontegreca ha un valore genetico “unico” tra le popolazioni di cipresso esaminate. E’ questo un dato di grande rilevanza scientifica che caratterizza e distingue questo popolamento a tal punto da meritarsi l’iscrizione nel Libro Regionale dei materiali di Base della Campania e da richiedere una serie di studi per meglio caratterizzarlo rispetto agli altri popolamenti. Tutto questo per far sì che non venga tradita l’intelligenza di chi seguirà “LineaVerde” su Rai uno il prossimo 21 marzo.

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