OPERAZIONE ANTI-CAMORRA DEI CARABINIERI IN DANNO DEL CLAN EGIZIO

CASTELLO DI CISTERNA (NA) – Nelle prime ore di questa mattina, la Compagnia di Castello di Cisterna ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Presunti affiliati al clan “Egizio”, tra cui:

EGIZIO Umberto, ritenuto capo dell’omonimo clan, operante a Pomigliano d’Arco e Casalnuovo di Napoli; REGA Tommaso, pregiudicato, figlio di REGA Giovanni, attualmente detenuto all’ergastolo per omicidio, capo dell’omonimo clan già operante su Castello di Cisterna;BRASSINI Vincenzo;DELL’ERMO Gaetano;LANZA Mariano, ed altri soggetti in via di identificazione, tutti ritenuti dagli inquirenti responsabili di estorsione ai danni di due imprenditori, titolari di un’impresa edile di Pomigliano d’Arco.

Il clan “Egizio”, storica organizzazione criminale di Casalnuovo, dopo un periodo di latenza, nel 2004, con l’esecuzione di numerose ordinanze, da parte del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, ai danni del cartello criminale costituito dai clan camorristici Gallucci-Piscopo-Messina, ha riacquisito il controllo sul paese.

Umberto Egizio avrebbe organizzato un gruppo di una decina di consociati i quali, in suo nome, secondo quanto avrebbero accertato i carabinieri, andavano a chiedere le estorsioni su cantieri edili di Pomigliano d’Arco. L’attività informativa condotta dalla Compagnia di Castello di Cisterna avrebbero consentito mirate attività tecniche su un cantiere edile, che avrebbero permesso di evidenziare due estorsioni ai danni di una impresa edile, impegnata nella realizzazione di un capannone industriale ed una ristrutturazione nel centro cittadino.

Nel corso dell’attività investigativa, coordinata dalla DDA di Napoli, sarebbero state riscontrate, in flagranza, le condotte delittuose dei responsabili; il magistrato ha disposto il ritardo di eventuali provvedimenti di  arresto o sequestro, al fine di non compromettere l’attività di indagine e poter acquisire ulteriori e rilevanti elementi probatori per la individuazione e la cattura di tutti i responsabili.

Il 1° aprile, il GIP, su richiesta della D.D.A. di Napoli, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di estorsione, continuata e aggravata ai sensi dell’art. 7 l. 203/1991.

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