CEI, PRESTITI PER 300 MLN A FAMIGLIE POVERE

Città del Vaticano – Un fondo di garanzia da circa 30 milioni di euro in grado di generare prestiti bancari per 300 milioni da destinare alle famiglie in difficoltà a causa della crisi e’ stato istituito dalla Conferenza episcopale italiana grazie ad un accordo con l’Abi, l’associazione bancaria italiana. Potranno farne richiesta di accesso le famiglie regolari con tre figli o malati a carico che abbiano perso ogni fonte di reddito.

Il meccanismo posto in atto dalla Cei e’ stato illustrato dal segretario generale della Conferenza episcopale, mons. Mariano Crociata, il quale ne ha anche approfondito il significato ”di comunione e solidarietà” della Chiesa, consapevole ”della gravità e dell’ampiezza della crisi finanziaria ed economica in atto”. Dando corpo ad una iniziativa annunciata fin dal consiglio permanente dello scorso gennaio – ha spiegato Crociata – la Cei ha raggiunto un accordo con l’Associazione bancaria italiana, la quale si e’ fatta carico di fare da interfaccia con i singoli istituti di credito garantendo un effetto di ”decuplicazione” delle erogazioni rispetto all’ammontare del fondo di garanzia messo a disposizione dai vescovi. Il fondo sarà finanziato con una colletta nazionale che si terrà in tutte le chiese italiane domenica 31 maggio, solennità di Pentecoste, ma vi si potrà contribuire anche per altre vie, per esempio attraverso conti correnti bancari da istituire ad hoc, in modo da favorire ”azioni di solidarietà dentro e fuori dalla comunità ecclesiale”. La Cei conta di raggiungere così l’obiettivo di 30 milioni di euro, che si tradurrebbe in prestiti alle famiglie più bisognose per un totale di 300 milioni di euro. Potranno accedervi, attraverso i centri Caritas delle parrocchie, le famiglie regolari, anche straniere e non cattoliche, purché con almeno tre figli o malati a carico e che abbiano perso il lavoro ed ogni fonte di reddito.

”Non e’ un’elemosina ai poveri – ha tenuto a sottolineare il segretario della Cei – ma un intervento nel rispetto della dignità delle persone che potranno restituire quanto percepito, a tassi contingentati da definire e nei tempi loro possibili, quanto ricevuto”. Se ciò non fosse possibile, interverrà il fondo di garanzia che, in caso di mancato utilizzo, sarà invece distribuito tra le diocesi per aiuti diretti. L’iniziativa – e’ stato anche chiarito – si affianca a quelle già avviate in molte diocesi italiane, i cui benefici non saranno cumulabili a quella nazionale, ed e’ tesa, fra l’altro, a sottolineare l’immagine ”di una Chiesa unita impegnata nell’annuncio del Vangelo anche attraverso una costante attenzione alle necessità concrete di chi ha bisogno ”.  (ANSA)

1 commento»

  agwagah emmanuella wrote @

dio vi benedici


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