AVELLINO – Una violenta lite, culminata in una vera e propria aggressione, è successa all’orario di uscita da scuola in via Pescatori ad Avellino. Ad avere la peggio un ragazzo di 16 anni, residente in provincia e frequentante un’istituto scolastico superiore della zona di via Morelli e Silvati che, dopo essere stato ripetutamente colpito alla testa dall’aggressore con una mazza da baseball, è finito all’ospedale di Avellino. Fortunatamente, nonostante il trauma dell’aggressione e i violenti colpi subiti, la prognosi rilasciata dai medici del pronto soccorso del San Giuseppe Moscati è di soli 10 giorni, non avendo il giovane riportato lesioni ulteriori oltre a una ferita lacero contusa al cuoio capelluto e un trauma cranico non commotivo. Ad ogni modo, ci sono voluti comunque dei punti per suturare la ferita che, vista la posizione, ha causato una notevole perdita di sangue. Subito dopo l’aggressione, sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Avellino, che hanno immediatamente dato avvio alle indagini per risalire all’autore dell’efferato gesto. Sulla scorta delle testimonianze rese dai giovani, per lo più coetanei e compagni di scuola della vittima, che hanno assistito alla scena, i Carabinieri si sono subito messi alla ricerca di una altro ragazzo, sospettato di essere l’aggressore, e anche lui minorenne. Dopo un paio d’ore di ricerche, vista l’irreperibilità del ragazzo presso l’abitazione di famiglia, i carabinieri sono infine riusciti a trovarlo ed a portarlo poi presso la caserma del Comando Provinciale di Avellino. Il giovane, originario della provincia, che tra qualche mese compirà 18 anni e che frequenta un altro istituto scolastico di via Morelli e Silvati, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tibunale dei Minori di Napoli con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’uso dell’oggetto contundente. L’attività d’indagine, oltre a confermare il movente del gesto, reso noto anche dalle dichiarazioni della stessa ragazza contesa (che è stata pure testimone oculare dei fatti), ha permesso pure il recupero della mazza da baseball in legno usata dall’aggressore, e da quello subito occultata in un luogo prossimo a quello del fatto di reato. (c.s.)


