ROMA – Silvio Berlusconi vedrà oggi ad Arcore Umberto Bossi. Il consueto ‘caminetto’ di Villa San Martino è stato infatti spostato a martedì per la concomitanza con la festività pasquale. Un ‘bilaterale’ importante, quello di oggi perché apre la fase di confronto interno al centrodestra in vista dell’avvio della stagione delle riforme (successivamente il Cavaliere, al suo rientro a Roma, vedrà anche Gianfranco Fini). Come ha infatti sottolineato ieri il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, prioritario è individuare una linea comune nella coalizione (tra Pdl e Lega) prima di estendere il confronto all’Udc e al Pd. Per il Pdl è necessario dunque sciogliere alcuni nodi per poter poi procedere oltre senza intoppi. E tra le questioni in sospeso c’è, tra l’altro, il destino del ministero dell’Agricoltura. Umberto Bossi rivendica alla Lega quel dicastero lasciato libero da Luca Zaia eletto governatore del Veneto (si fa il nome del capogruppo al Senato Federico Bricolo) e non ne vuole sapere della staffetta con il Pdl (Galan). Ma Ignazio La Russa in una intervista ha sferzato la Lega: ‘deve rispettare i patti ed essere meno avida. E i patti sono che il sindaco di Milano e il ministero dell’agricoltura spettano al Pdl’. E’ probabile che nell’incontro si discuterà anche del doppio binario federalismo-presidenzialismo. Ma il senatur ha già fatto sapere che le due riforme posso camminare di pari passo senza alcun problema. E così pure la riforma della giustizia che molto sta a cuore al Cavaliere. Non è escluso che il discorso cada anche sui contenuti dell’intervista rilasciata ieri da Roberto Calderoli al Sole 24 ore, nel corso della quale ha tra l’altro detto che per il 2013 vede Berlusconi al Quirinale e un leghista o un amico della Lega a palazzo Chigi. I nomi? Nell’ordine, Tremonti, Maroni, Letta. BERSANI,VERTICI PDL? RIFORME SI FANNO IN PARLAMENTO – “Per fare le riforme deve funzionare il parlamento”. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, parlando con i suoi collaboratori, valuta così la serie di vertici che nei prossimi giorni vedrà impegnato il premier Silvio Berlusconi e gli alleati Umberto Bossi e Gianfranco Fini per cercare di tracciare la strada delle riforme e chiudere un’intesa nella maggioranza. Bersani, domani di rientro a Roma dopo la pausa pasquale, non cambia la sua posizione: il Pd è pronto ad un confronto sulle riforme sociali e istituzionali, a sedersi “ad ogni tavolo” a patto che ci sia una reale intenzione di modernizzare il paese e lavorare nell’interesse degli italiani. Un confronto al quale il Pd vuole porsi come protagonista, avanzando le proprie proposte, molte delle quali già depositate in Parlamento. “La nostra agenda – insiste il leader Pd – è chiara sul fronte delle riforme sia sociali sia istituzionali”. In particolare, per quanto riguarda la modernizzazione delle istituzioni, il Pd tornerà ad insistere sulla bozza Violante, ripresentata nei mesi scorsi in Senato sotto forma di mozione e che prevede la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto, il rafforzamento dei poteri del premier. Al rientro dalle vacanze di Pasqua, Bersani ha intenzione anche di accelerare nella costruzione del Pd dopo il voto regionale e di rilanciare anche per evitare gli attacchi della minoranza. Il radicamento del partito e la sua organizzazione saranno al centro, il 13 aprile, della riunione con i segretari regionali mentre le elezioni regionali e il rilancio del Pd animeranno, sabato 17, la direzione nazionale. BONINO, PRESIDENZIALISMO CON NUOVA LEGGE ELETTORALE – “Essendo io, da radicale, una presidenzialista, dico che il presidenzialismo americano è un sistema molto complesso, non è solo l’elezione diretta del Presidente degli Stati Uniti, è un sistema corredato da funzioni di controllo del Congresso e del Senato di estrema durezza e di estrema pervasività”.Lo ha detto Emma Bonino, nella consueta intervista del lunedì a Radio Radicale sottolineando come in Italia “invece abbiamo due Camere che sono letteralmente nominate dai segretari di partito, e la volontà della maggioranza di rispondere al controllo è ancora meno di zero, basta vedere la sorte degli atti di sindacato ispettivo come le interpellanze”. “Il presidenzialismo, nelle versioni più collaudate – ha osservato la vicepresidente del Senato – è un sistema che ha molte altre componenti essenziali. Anche in Venezuela c’é il presidenzialismo, per intenderci”. “A me basterebbe già – ha concluso – che riuscissimo perlomeno ad evitare di fare le prossime elezioni con lo stesso sistema illegale e violato sulle modalità di presentazione.Questo sarebbe già un grande risultato. Purtroppo per ora non mi pare che il tema interessi più”. MERLO (PD), SERVONO A PAESE, MA PDL NON LE BLINDI - “Che il centrodestra maturi una posizione comune sulle riforme è un auspicio più che legittimo. E su questo versante Cicchitto ha ragione. Purché questa posizione comune non si trasformi, in un secondo momento, in una proposta che viene semplicemente illustrata all’opposizione senza possibilità di emendarla”. Lo afferma in una nota il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo (Pd) sottolineando come “le riforme servano al paese e anche al rinnovamento, ormai non più rinviabile, del sistema politico”. “Sarebbe semplicemente irresponsabile offrire delle giustificazioni a qualche forza politica che ha come unico obiettivo quello di bloccare tutto, gridare a giorni alterni al ‘golpe’ e alla ‘dittatura’ e giocare tutto al tanto peggio tanto meglio. Il Pd – conclude – com’è noto, non appartiene a questa canea”.(ANSA)


