INFLUENZA A, MEDICI SUPERUNTORI

ROMA – In corsia i camici non sono tutti uguali e ci sono alcuni che, se non osservano correttamente le normali regole di igiene, rischiano di divenire dei ‘super-untori’: sono i membri del personale sanitario che gira tutto il reparto (o anche più reparti) e vede tutti i pazienti ogni giorno, per esempio radiologi o terapisti, ovvero il personale non assegnato o ancora quello non strutturato che lavora in più nosocomi.

Un fattore che rischia di aumentare, proprio all’interno degli ospedali, la diffusione di un virus come l’influenza A contro la quale, fra i primi fattori di prevenzione, c’é proprio quello dell’igiene a partire da un’accurata pulizia delle mani. Il loro rischio di trasmettere infezioni, se non si lavano le mani correttamente, è tre volte maggiore di quello di infermieri e medici, secondo uno studio basato su un modello matematico creato da Laura Temime del Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il cosiddetto ‘personale sanitario itinerante’ che non rispetti le corrette procedure di lavaggio delle mani è un super-untore in quanto vede tutti i pazienti del reparto tutti i giorni, scoperta importante, soprattutto in vista del picco di influenza suina atteso per i prossimi mesi. Un recente studio pubblicato sulla rivista Clinical Microbiology and Infection da Roberto Cauda, direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie infettive dell’Università Cattolica di Roma, mostra che la corretta applicazione dei protocolli di lavaggio delle mani da parte degli operatori sanitari porta a una riduzione fino del 30% delle infezioni da MRSA, lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, uno dei più temuti agenti patogeni causa di infezioni nosocomiali nel mondo. Altri studi affini mostrano che il lavaggio delle mani è una misura semplice ma essenziale per evitare la diffusione di infezioni in corsia e, soprattutto in questi mesi, il problema è ancora più sentito perché gli ospedali rischiano di essere un trampolino di lancio per l’espansione dell’epidemia di influenza A/H1N1.

Il personale sanitario, cui è stata rinnovata proprio ieri dal Viceministro della Salute Ferruccio Fazio la raccomandazione a vaccinarsi contro il virus influenzale suino (perché non resti a casa malato quando ci sarà più bisogno nei reparti), gioca un ruolo chiave perché a stretto contatto coi degenti e, se si infetta, rischia di contagiarli. Adesso però questo studio mostra che i camici non sono tutti uguali, alcuni, se non si lavano bene le mani, sono più untori degli altri. Infatti gli esperti hanno confrontato il ‘potere di untore’ di un medico (che vede molti pazienti ma con contatti rari, non quotidiani), di un infermiere (che vede ogni giorno i pochi pazienti che gli sono assegnati) e di un membro del personale non assegnato a un reparto, che vede moltissimi pazienti tutti i giorni, per esempio un radiologo. E’ emerso che quando quest’ultimo non si lava bene le mani, il tasso di contagio è il triplo che quello di un medico e di un infermiere: quando un solo membro di questo personale di super-untori non rispetta le corrette procedure di lavaggio delle mani il tasso di infezione è pari a quello che si registra quando ben il 23% di tutto il personale di un reparto non si lava bene le mani.(ANSA)

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