ROMA – E’ scontro sul reato di clandestinità tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e i magistrati. “La legge è chiarissima e se un magistrato non la applica dovrebbe intervenire il Csm o un altro giudice, perché non applicare la legge è reato” ha tuonato il titolare del Viminale dalla festa del Pdl a Milano. Immediata la risposta dell’Anm: “parole inaccettabili”. Già nei giorni scorsi erano volate parole forti tra esponenti del centrodestra e il sindacato delle toghe, con quest’ultimo che aveva risposto alle accuse della maggioranza di “politicizzare e di voler boicottare” le nuove norme sull’immigrazione sottolineando che è “del tutto inammissibile confondere la libera espressione delle idee con presunti complotti volti al boicottaggio di una legge”. “I magistrati italiani – aggiungeva l’Anm – sono tenuti ad applicare sempre e con rigore le leggi delle Stato, a cominciare dalla legge fondamentale, la Costituzione, alla quale tutti i poteri sono soggetti”. E oggi il nuovo affondo del ministro dell’Interno. “Il reato di immigrazione clandestina è chiarissimo – ha detto Maroni – Non può esistere che un magistrato dica che è una legge incomprensibile e quindi lo interpreti in un modo o nell’altro”.
Le leggi, ha poi ricordato il titolare del Viminale, “vengono fatte dal Parlamento e la magistratura deve applicarle. E’ ovvio che qualunque cosa si faccia c’é sempre qualcuno che è contrario; è però strano quando a dire queste cose sono i magistrati”. A Maroni risponde direttamente il presidente dell’Anm, Luca Palamara. “I magistrati devono essere liberi di applicare e interpretare le leggi secondo Costituzione. Questa non è disapplicazione, ad essere inaccettabili sono le parole del ministro”. Concetti subito condivisi dal Partito Democratico, secondo cui Maroni “vuole ridurre i magistrati a burocrati”. “Forse l’avvocato Maroni è da troppo tempo lontano dai banchi dell’università e da un’aula di tribunale – dice il vice presidente della Camera Rosi Bindi – ma ciò che allarma è che, da ministro, Maroni non abbia ancora imparato che il fondamento della democrazia è la separazione dei poteri e che nella nostra Costituzione la magistratura è autonoma e indipendente”. “Maroni Lasci perdere i magistrati – attacca Lanfranco Tenaglia – e si concentri sul fatto che la norma sugli immigrati e tecnicamente inapplicabile: una legge porcata, fatta male e incostituzionale, che produce solo aggravi per i tribunali”. Parla di “propaganda” il vicepresidente dei deputati del Pd Gianclaudio Bressa, sottolineando che “le tante difficoltà della magistratura ad applicare la legge” danno il senso “del fallimento della politica di Berlusconi”. E il segretario del Prc Paolo Ferrero aggiunge: “invece di continuare a riempirsi la bocca attaccando i magistrati, Maroni pensi a sciogliere per infiltrazioni mafiose i consigli comunali di Fondi e Paternò, atto che i prefetti hanno chiesto da mesi”.(ansa)


