CASERTA –(di Nunzio De Pinto) L’attentato ai paracadutisti della Folgore avvenuto giovedì mattina “La cosa più importante è far capire ai nostri soldati che non sono e non saranno mai lasciati soli, avere rispetto per loro”. Gianfranco Paglia parla nell’aula della Camera che ha appena ascoltato le comunicazioni del ministro della Difesa Ignazio La Russa sulla strage di Kabul, dove sono rimasti uccisi sei paracadutisti della Folgore e altri quattro sono stati feriti. Paglia ha vissuto in prima persona il dramma degli scontri a fuoco e il dolore per le vittime. Ora deputato del Pdl, era sottotenente paracadutista, ha partecipato alla missione Unosom in Somalia, è stato gravemente ferito nella battaglia del Pastificio a Mogadiscio, il 2 luglio del 1993; ha perso l’uso delle gambe e ora si muove su una sedia a rotelle. Ha ricevuto la medaglia d’oro al valor militare, è tornato nell’Esercito fino al momento dell’elezione in Parlamento. “Oggi – dice, commosso, nel suo intervento alla Camera – è il momento del silenzio e del cordoglio, ma anche il momento di rispondere con fermezza a chi ha fatto dichiarazioni per il ritiro del contingente parlando di exit strategy. In questo momento i nostri soldati hanno bisogno di tutt’altro: di avere uno Stato vicino. Sulla mimetica loro hanno il Tricolore e non un simbolo politico. Sono lì a portare la pace, e questo ha un prezzo. Noi siamo tutti orgogliosi e fieri”. “Questa missione – ha concluso – deve continuare e chi si diverte a far saltare in aria i nostri ragazzi deve sapere che non ci tireremo mai indietro”.


