AVELLINO – I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Avellino hanno fatto irruzione all’interno di una casa di prostituzione situata all’interno di un appartamento di via Tagliamento. I militari avevano avuto la notizia qualche giorno fa, riferita loro da alcune fonti confidenziali che, comprensibilmente stanchi di un seccante via vai in una zona centrale della città, hanno voluto informare l’Arma che in quel condominio vi era una vera e propria casa di appuntamento.
I militari hanno subito messo in atto alcuni servizi di osservazione e controllo della zona, con personale in borghese e macchine civetta posizionate sotto quel condominio, allo scopo di monitorare ogni movimento. I carabinieri, all’inizio, hanno fermato alcune delle persone che – benché non residenti in quel condominio – uscivano dallo stabile, interrogandoli sul motivo della loro presenza, scoprendo che quanto denunciato dalle fonti confidenziali corrispondeva al vero.
I carabinieri, infatti, oltre a notare l’effettiva presenza di un eccessivo via-vai, una volta sentiti (come persone informate sui fatti) quegli uomini che scendevano dall’appartamento sospetto, hanno avuto la certezza che in quelle stanze si consumasse un’attività illecita di prostituzione.
Ieri sera è quindi scattato il blitz dei militari che, dopo aver fatto accesso all’interno dell’appartamento, hanno fermato due donne di nazionalità cinese, rispettivamente di 43 e 36 anni, delle quali una è risultata regolare in Italia mentre l’altra assolutamente clandestina. Oltre alla presenza delle donne, come prova dell’effettivo svolgimento del meretricio, i carabinieri hanno rinvenuto la presenza di denaro contante sicuro provento dell’attività di prostituzione, e altro materiale chiaramente attinente all’attività stessa.
All’esito degli accertamenti, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Avellino hanno appurato che lo stabile in cui le due donne esercitavano il meretricio è di proprietà di un 50enne della provincia di Avellino.
Alla fine degli accertamenti, la donna che è risultata regolare in Italia e munita di regolare permesso di soggiorno è stata rilasciata, mentre per l’altra sono iniziate le pratiche relative all’espulsione. L’appartamento, invece, è stato sottoposto a sequestro preventivo, e le indagini ora dovranno proseguire per accertare se il proprietario e/o il locatario dello stabile fossero all’oscuro di ogni cosa o se, invece, fossero coscienti che nell’abitazione si stesse esercitando l’attività di prostituzione.
(C.S.)


