L’ AQUILA – Una scossa di terremoto di magnitudo 2,4 è stata avvertita in serata in provincia dell’Aquila. L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Pizzoli,Barete e Capitignano. Dalle verifiche compiute dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione civile non risultano al momento danni a persone o cose. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 21,12 con ipocentro 9,4 chilometri.
Una notte e un giorno di scosse e gli abitanti del cratere hanno rivissuto rivissuto il 6 aprile, con i crolli e i morti. Alle 22:58 di ieri sera i pochi che erano tornati a dormire nelle case dichiarate agibili sono usciti trafelati in strada e hanno passato la notte nelle auto; sgomente e impaurite – anche per tutta la giornata di oggi – pure le migliaia di ospiti delle tendopoli. Dopo quella forte, altre undici scosse, seppure di intensità e magnitudo minori. Quanto accaduto nelle ultime ore “non ha provocato una nuova situazione di emergenza”, come ha evidenziato il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, il quale non nasconde che, però, “ha risvegliato la sensazione di timore e ansia” ed “ha complicato la normalizzazione della situazione”. “Abbiamo rivissuto i momenti drammatici del 6 aprile – raccontano alcuni sfollati – l’unica differenza è che questa scossa non è stata accompagnata dal boato. All’inizio abbiamo pensato che fosse ancora più forte”. Un signore malato di cuore si è sentito nuovamente male ed è stato portato via dalla figlia: “E’ stata una notte molto difficile, fredda e piovosa. Speriamo che questo incubo finisca al più presto. Ora abbiamo perso la fiducia che negli ulti due mesi e mezzo avevamo cercato di recuperare”. Uno stato d’animo condiviso anche dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: “Quanto accaduto riduce un po’ la voglia di rientrare a casa. Certo, non è una iniezione di fiducia, ma bisogna andare avanti”. Le scosse delle ultime ore non hanno neppure danneggiato ulteriormente gli edifici di corso Federico II, riaperto da domenica scorsa ai cittadini e che collega la villa comunale a piazza Duomo. Il prefetto, dopo una relazione dei vigili del fuoco dalla quale non emergono situazioni di pericolo, ha confermato l’accesso per i pedoni. Questo, però, non tranquillizza i cittadini i quali si chiedono se occorra compiere di nuovo le verifiche di stabilità degli edifici (arrivate ieri a 60 mila). La risposta arriva dallo stesso sindaco che ha riferito quanto gli hanno detto gli esperti: l’ordine ufficiale a nuove ispezioni nelle case scatterebbe solo con una scossa superiore a quella devastante del 6 aprile (magnitudo 5,8). “Le case che hanno retto a quella scossa – ha affermato Cialente – sono state controllate e non hanno problemi: è come se fossero state portate in laboratorio. Non dipende da me decidere su nuovi controlli, ma dalla protezione civile. Comunque, da quello che ho capito, saranno attivati controlli a campione soprattutto sulle emergenze e criticità che già si conoscevano”. Intanto, mentre chi aveva lasciato le tendopoli si accinge a a un’altra notte all’addiaccio, proseguono le iniziative per far rinascere la città. Tra le tante, questa volta va segnalata un’asta di oltre 150 opere da Christiés di Londra, il cui ricavato sarà devoluto in favore del recupero dei beni artistici del capoluogo abruzzese.(ansa)


