MONDRAGONE – Un’accurata e delicata attività di indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Mondragone e coordinata dalla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere ha permesso di addivenire ai presunti responsabili dell’omicidio del cittadino albanese Osmani Jeton, classe 1980, il cui corpo fu rinvenuto il giorno di Pasquetta (13 aprile u.s.) occultato all’interno delle acque del fiume Volturno.
In soli due mesi la serrata attività info-investigativa ha consentito in primis di identificare il cadavere e successivamente di ricostruire la dinamica dell’efferato delitto, individuandone i presunti colpevoli. Le non poche difficoltà incontrate dagli inquirenti, infatti, erano determinate dal particolare contesto in cui viveva la vittima: la criminalità italo-albanese e il mondo della prostituzione. Inoltre l’ambiente camorristico in cui si opera e le modalità di occultamento del cadavere potevano portare gli investigatori ad orientarsi verso la pista del regolamento di conti ovvero dell’omicidio tipico della criminalità organizzata.
Particolare attenzione infatti aveva destato la segnalazione nel giorno di Pasquetta, da parte di un pescatore, che indicava la presenza di un cadavere all’interno del fiume Volturno. I militari del NOR della Compagnia CC di Mondragone, recatisi sul posto, acclarata la veridicità della segnalazione e dopo aver recuperato la salma, sono stati testimoni di una scena impressionante: il cadavere irriconoscibile perché già in fase avanzata di saponificazione e col capo fracassato presentava mani e piedi legati con una corda alla quale erano attaccati blocchetti in ferro, così sistemati all’evidente scopo di tenere a fondo il corpo ed impedirne il rinvenimento.
Le indagini si sviluppavano così su più fronti.
Un’attenta analisi di tutte le denunce di persone scomparse negli ultimi mesi nelle province di Caserta e Napoli permetteva l’identificazione certa del cadavere in OSMANI JETON e successivamente le preliminari risultanza investigative focalizzate sulle frequentazioni della vittima e delle persone a questa vicine fornivano elementi utili a ricondurre il delitto al movente passionale. Viene difatti accertata una salda relazione sentimentale extraconiugale tra la convivente dell’Osmani ed un imprenditore dell’alto casertano che dura da oltre sei mesi. La presenza dell’Osmani era di conseguenza divenuta ostativa per il loro regolare e sereno rapporto, soprattutto nella considerazione che la vittima non permetteva ingerenze nella vita della donna ed in particolare nella peculiare attività di meretricio svolta col suo consenso e la sua “protezione”.
La sera della presunta scomparsa dell’Osmani ha rilevanza l’accertata presenza dell’imprenditore presso l’abitazione della meretrice e i numerosi contatti telefonici tra i due in relazione ai loro simultanei spostamenti fino a Castelvolturno, sul fiume dove è stato poi rinvenuto il cadavere.
Numerosi sono quindi stati gli elementi probanti raccolti dagli investigatori nonostante i vari tentativi posti in essere dagli arrestati di depistare le indagini ovvero indirizzarle verso altri ambienti. L’ A.G. ed i Carabinieri hanno pertanto ricostruito l’intera vicenda delittuosa dimostrandone anche la premeditazione: dalla progettazione dell’omicidio alla macabra realizzazione fino all’occultamento del corpo della vittima.
I due arrestati, Cataldo Giuseppe cl. 1967 e Maslovska Svtlana cl. 1970, sono adesso rinchiusi presso le case circondariali di S. Maria Capua Vetere e di Pozzuoli, a disposizione dell’A.G.(C.S.)


