NEW YORK Il presidente Barack Obama ha inaugurato la sua agenda post-100 giorni annunciando con grande soddisfazione un accordo tra Fiat e Chrysler che “infonde nuova vita” alla morente compagnia automobilistica americana. L’inquilino della Casa Bianca ha voluto annunciare di persona l’accordo, circondato da cinque ministri del suo governo e dalla intera ‘task force’ dell’auto, sottolineando che nel giro di un mese “sono stati superati ostacoli che sembravano insormontabili”. Obama ha detto di essere certo che la Chrysler emergerà da questo accordo – che prevede un periodo “breve” di bancarotta della compagnia – “più forte e più competitiva”.
“La Fiat ha dimostrato di poter produrre quelle automobili ‘pulite’ ed efficienti nel consumo che sono il futuro della industria automobilistica – ha detto Obama, annunciando l’accordo nel foyer della Casa Bianca -. Come parte di questa intesa la Fiat ha accettato di trasferire alla Chrysler tecnologia d’avanguardia del valore di miliardi di dollari che aiuteranno la Chrysler a produrre negli Usa auto dal consumo e dal motore efficienti”. Il presidente Obama non ha nascosto la sua soddisfazione per un accordo che “infonde nuova vita” ad una compagnia come la Chrysler, “diventata un’icona della industria americana dell’auto e una fonte di orgoglio per generazioni di lavoratori americani: la Chrysler ha contribuito a fare del XX Secolo il ‘Secolo Americano’”. Il presidente americano ha ribadito che l’amministrazione Usa non ha alcuna intenzione di gestire compagnie automobilistiche e che intende ridurre al massimo il suo intervento nella industria dell’auto non appena le circostanze lo permetteranno. Obama ha sottolineato che l’accordo è stato raggiunto con successo solo perché “vi sono stati sacrifici senza precedenti” da parte delle varie parti in causa, a cominciare dai sindacati. Sono sacrifici che Obama ha citato ad esempio al resto dell’ America in un momento, superato il traguardo simbolico dei primi 100 giorni di presidenza, in cui la sua amministrazione è impegnata a “sgomberare le macerie della recessione” e “ricostruire l’America”. “Sono momenti difficili per l’industria dell’auto americana e per gli americani in generale – ha detto oggi Obama – ma sono certo che, se il nostro Paese saprà agire con lo stesso spirito di condivisione dei sacrifici mostrato in questa occasione, allora vedremo non solo la rinascita della nostra industria dell’auto, ma anche della nostra intera economia”. La promessa di rinascita della Chrysler per Obama è quindi il simbolo di una speranza ancora più ampia: rimettere in moto non solo Detroit ma anche il resto dell’America.
“Credo che l’operazione appena conclusa rappresenti per la Fiat e per tutta l’industria italiana un momento storico. E’ un importante passo avanti nell’impegno di gettare nuove e solide basi per il futuro”. Lo afferma l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, commentando in una nota l’accordo con Chrysler.
L’accordo tra Fiat e Chrysler farà nascere “una nuova forte casa automobilistica” e “aiuterà a preservare, insieme ai posti di lavoro, un’industria manifatturiera di importanza cruciale per le economie statunitense e canadese”. Lo afferma l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in una nota. “Quest’operazione – osserva – rappresenta una soluzione costruttiva importante ai problemi che da alcuni anni affliggono non soltanto Chrylser, ma l’intera industria automobilistica mondiale. L’alleanza permetterà di mettere insieme la tecnologia Fiat, che è tra le più innovative e avanzate al mondo, le sue piattaforme e i suoi propulsori per vetture piccole e medie nonché la sua vasta rete di distribuzione in America Latina e in Europa con il grande patrimonio della Chrysler, che ha una forte presenza in Nord America e lavoratori pieni di talento e di impegno”. “Da quando abbiamo iniziato le trattative con Chrysler quasi un anno fa – spiega l’amministratore delegato del Lingotto – il nostro obiettivo è sempre stato quello di valorizzare i punti forti di entrambe le aziende per ottenere i volumi, le efficienze e i risparmi necessari per creare due costruttori più forti, in grado di competere in modo più efficace a livello globale. Quest’operazione è un passo importante verso il raggiungimento di questo traguardo. Il nostro lavoro è appena iniziato. Insieme ai nostri nuovi partner della Chrysler lavoreremo per valorizzare l’enorme potenziale di quest’alleanza e per reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi, inclusa l’Alfa Romeo e la Cinquecento, che ha vinto numerosi premi”. ANSA


