Roma – Salta la discussione parlamentare sul decreto sulle quote latte. La conferenza dei capigruppo ha deciso di rimandare l’aula a domani, alle 9, per discutere il decreto incentivi. E proprio all’interno di questo decreto, la maggioranza lavora per inserire un maxiemendamento che reintroduca i contenuti del dl sulle quote latte.
Lo dice il capogruppo della Lega, Roberto Cota, lasciando la riunione. La maggioranza non nasconde che sul dl incentivi è in vista anche la questione di fiducia: ”Stiamo lavorando per questo”, sottolinea l’esponente del Carroccio.
“Il decreto è stato ritirato. La porcata è caduta – afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, tra gli allevatori e i produttori che stazionano da questa mattina di fronte alla Camera – ora rassereniamo gli animi. Noi, state sicuri, che continueremo a vigilare. I diritti degli allevatori onesti sono stati garantiti”. Casini boccia l’ipotesi che il decreto possa essere inserito con un maxiemendamento nel dl che prevede incentivi per le aziende in crisi e blindato con la fiducia. “Mi sembra che non ci sia alcun collegamento tra le due materie. Per cui credo – conclude il leader dell’Udc – che il presidente della Camera non possa ammettere un emendamento del genere”.
Anche l’Idv Antonio Borghesi esprime la propria ”soddisfazione” e spera che quando saranno riformulati i contenuti ”siano rispettosi della legalità”.
La decisione di far saltare la discussione è arrivata dopo che il presidente della Camera Gianfranco Fini si era assunto la responsabilità di ‘tagliare’ i tempi delle procedure per arrivare al voto finale sul decreto (che scade il 6 aprile e deve andare in Senato). Prima di prendere un provvedimento così drastico, Fini ha quindi concesso un’ora di tempo a maggioranza e opposizione per trovare una soluzione politica.
Mentre era in corso la discussione del provvedimento, davanti a Montecitorio si sono svolte manifestazioni pro e contro la norma di conversione del decreto legge. Presidio degli allevatori di Cia e Confagricoltura alla Camera con trombe da stadio, megafoni e slogan contro il governo con la richiesta di dimissioni del ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia. Presenti anche gli allevatori favorevoli al decreto. Davanti alla Camera si sono radunati i Cobas del latte provenienti da Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, per sostenere il provvedimento. ”Questa ormai -rimarcano- è una guerra tra poveri: non è più una questione di guadagno, ma di sopravvivenza”. (Adnkronos/Ign)


