Archivio per Novembre 11, 2008

UNIVERSITA’: FLC CGIL, CONFERMATO LO SCIOPERO DEL 14 NOVEMBRE. ‘INSUFFICIENTI LE PROPOSTE DEL MINISTRO GELMINI’

UNIVERSITA’: GELMINI PROPONE RINVIO DELLO SCIOPERO

ROMA – Il ministro Gelmini ha chiesto ai sindacati, incontrati oggi pomeriggio al ministero, di rinviare lo sciopero e la manifestazione proclamati per venerdì per l’università e la ricerca. La Cgil ha già risposto ‘no’, mentre Cisl e Uil di categoria stanno valutando se le rassicurazioni date dal ministro – in particolare per quanto riguarda stabilizzazione dei precari e risorse per i rinnovi contrattuali – sono sufficienti a fare dietrofront.

Questioni che continueranno a essere approfondite al ministero e che saranno riprese giovedì in una riunione alla quale parteciperà anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Intanto gli universitari si stanno organizzando: con pullman, treni e viaggi ‘fai da te’: venerdì, a prescindere dalla decisione che prenderanno i sindacati, arriveranno a Roma da tutta Italia per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata contro i tagli dei finanziamenti e le riforme ipotizzate dal ministro Gelmini.

Una protesta, quella dell’Onda che è restata in piedi nonostante il decreto legge “tecnico” varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri, e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che detta nuove norme sui concorsi, alleggerisce il blocco del turn over, stanzia più risorse per gli atenei migliori e incrementa borse di studio e posti letto per gli studenti. Un fronte di protesta che potrebbe dunque soltanto perdere un pezzo, anche se politicamente importante, se i sindacati, o parte di essi, decidessero di revocare lo sciopero e la manifestazione proclamati per venerdì 14.

 ”Ho proposto di rinviare lo sciopero di venerdì, programmato prima che il Governo approvasse le linee guida e il decreto, e di continuare un proficuo lavoro di approfondimento dei problemi” ha dichiarato Mariastella Gelmini che ha invitato i sindacati a “non avere un atteggiamento pregiudiziale nei confronti della volontà del Governo di individuare le migliori soluzioni per riportare l’Università italiana a livelli di eccellenza e combattere gli sprechi”.

Chiusura da parte della Cgil: “Sono del tutto insufficienti le proposte del Ministro” ha commentato il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, che ha confermato sciopero e manifestazione del 14. “Pur apprezzando alcune dichiarazioni di buona volontà del Ministro ad affrontare alcune criticità relative al problema del precariato e dei contratti – ha spiegato – complessivamente vengono riconfermati i tagli previsti dalla legge 133 e l’impianto del decreto Brunetta”. Intanto, le iniziative di protesta degli studenti sono proseguite anche oggi. A Firenze è partita una 24 ore non stop di lezioni per protesta.

Nelle università di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria (dove continuano lezioni all’aperto e assemblee) gli universitari anche oggi hanno raccolto le adesioni alla manifestazione e si sono dati da fare per racimolare i soldi necessari a pagare l’affitto degli autobus per raggiungere Roma.

Altri pullman sono previsti dall’Abruzzo e una delegazione partirà dalla Sardegna dove venerdì, in contemporanea con la manifestazione romana, è in programma un corteo a Cagliari. Circa 4.000 ragazzi dovrebbero arrivare nella Capitale da Napoli con i treni e altre partenze si stanno organizzando nelle altre regioni.

SANTA MARIA LA FOSSA – COMUNALI 2009. PAPA INCASSA IL CONSENSO DI GIUSTI EX LISTA DEI GIOVANI

consigliere-antonio-papaSanta Maria La Fossa – Incassato il consenso dell’ex assessore Carlo Cirelli che non si ricandida ma che ha assicurato il suo appoggio alla lista, il dott. Antonio Papa in questi giorni ha altresì messo al suo attivo un altro colpo. Si tratta del giovane Luigi Giusti che ha assicurato il suo appoggio incondizionato alla lista Papa. Lo spessore di quest’ultimo apporto è notevole se si pensa che nel caso di Giusti non si tratta solo dei voti personali ma di ben altro. Giusti infatti per un periodo insieme con altri giovani stava approntando un progetto di terza lista, poi non andato a buon fine. Terza lista che comunque stava attirando su di sé delle simpatie nell’elettorato. Un tentativo che magari avrebbe dovuto affondare le sue radici in un discorso politico non dettato dall’imminenza della scadenza elettorale e che in ogni caso sarebbe buona cosa coltivare per il futuro. “Ringrazio il giovane Luigi Giusti della disponibilità manifestatami pubblicamente”, ha detto Antonio Papa. E ha continuato “Si tratta di forze ‘fresche’ che confluiscono verso la nostra lista, che condividono il nostro progetto politico. Siamo ben consci – ha altresì dichiarato il dott. Antonio Papa -  dell’importanza di quest’ultima adesione (ultima solo in ordine di tempo, ma siamo sicuri che ce ne saranno altre), tant’è che posso ben dire che Giusti sarà parte integrante della lista, nel senso che darà il suo valido contributo nella stessa stesura del programma elettorale. E’ giusto che giovani neo laureati o comunque ben preparati  - ha continuato Papa – diano il loro contributo cosciente e fattivo ad un progetto politico che vuole portare ad un radicale cambiamento per Santa Maria La Fossa”.

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BORSE VANNO ANCORA GIU’ L’EUROPA BRUCIA 207 MILIARDI

MILANO – ‘Effetto banche’ su Piazza Affari. Il listino milanese paga gli assestamenti in corso nel nostro sistema bancario, costretto a ricorrere a misure straordinarie per migliore la propria solidità patrimoniale. E chiude la seduta, peggiore tra le Borse europee (tutte pesanti sui timori di una gelata generalizzata dei profitti), con il Mibtel in calo del 5,13% a 16.197 punti e lo S&P/Mib del 6,2% a 20.709, bruciando 22,3 miliardi di capitalizzazione.

Intesa Sanpaolo ha infatti deciso di non pagare in contanti il dividendo: una scelta dettata dalla volontà di rafforzare il proprio patrimonio ma che ha riacceso i dubbi del mercato sulla necessità di altri interventi di puntello sia per il gruppo guidato da Corrado Passera (il quale si è detto fiducioso su misure di sostegno a breve da parte del governo) che per gli altri istituti bancari. E così la prima banca del Paese, che ha visto l’utile netto nei nove mesi scendere del 44% a 3,8 miliardi con risultati inferiori al consensus, ha vissuto oggi una delle peggiori sedute della sua storia: il titolo ha chiuso in calo del 16,8% a 2,51 euro.

Secondo una nota di Cheuvreaux la cancellazione del dividendo “é il peggior scenario” che si potesse immaginare mentre le previsioni sul ‘core tier 1′ sono “deludenti” mentre per Cazenove gli accantonamenti sono stati superiori alle attese. E nel tam tam delle sale operative, tra le ipotesi che sono circolate, c’é stata anche quella di un aumento di capitale: ipotesi smentita con decisione dall’amministratore delegato Corrado Passera. La mossa di Intesa ha però riacceso i timori degli investitori sulla solidità del sistema italiano rispetto ai concorrenti europei, molti dei quali hanno già portato a termine aumenti di capitale anche con il sostegno dello Stato.

Anche Unicredit, che diffonderà i risultati domani mercoledì mattina, è stata risucchiata nel vortice delle vendite (-11% a 1,86). E molto male sono andati anche il Banco Popolare (-5,43% a 8,7) e la collagata Italease (4,38% a 3,66), Ubi Banca (-3,68% a 12,03), Mps (-3,77% a 1,45) Credem (-5,76% a 4,54) mentre, nella Caporetto generale, se l’é cavata la Popolare di Milano (-2,31% a 4,6). “La paura è che nessuno paghi più i dividendi” ha commentato un operatore. E tra gli analisti si fa notare che se anche il Santander, una delle banche che meglio si é comportata nella crisi finanziariua internazionale, ha deciso di procedere a un aumento di capitale, nessuno può sentirsi al sicuro. “Al di là degli indici patrimoniali, tutto dipende in ogni caso” spiega un analista “dalla qualità degli attivi”. Banche a parte, oggi è stata una seduta da dimenticare per tutto il listino milanese sottoposto, al pari delle altre Borse europee, a una pioggia di vendite sui timori di recessione, evidenziati anche dal forte calo dei prezzi delle materie prime e del petrolio.

Male tutti i comparti con Finmeccanica (6,7% a 8,96), Fiat (-5,99% a

ELUANA: PG CASSAZIONE, RICORSO INAMMISSIBILE

MILANO – Il ricorso portato avanti dalla Procura di Milano sul caso Englaro e’ inammissibile, secondo il procuratore generale della Cassazione, Domenico Iannelli, che ha chiesto l’inammissibilita’ perche’ il Pm di Milano non era ”legittimato a muovere l’azione”, in quanto, secondo il Pg Iannelli, non si tratta di ”un interesse generale e pubblico ma di una tutela soggettiva e individuale” di Eluana.

AVV.ANGIOLINI,LASCIAMO A CORTE SERENITA’PER DECIDERE

”Bisogna lasciare alla Corte la serenita’ per prendere questa decisione”. Lo ha detto l’avvocato Franco Angiolini, legale del padre di Eluana Englaro, all’uscita della Cassazione dopo la conclusione dell’udienza pubblica. ”Il procuratore generale ha dato un avviso sulla inammissibilita’ del ricorso della Procura Generale di Milano che e’ in linea con quanto noi abbiamo sostenuto nel nostro controricorso”. Il legale ha sottolineato che ”la discussione e’ stata ampia e credo che la Corte abbia tutti i materiali per decidere. Quando arrivera’ la decisione ne valuteremo le motivazioni. In questo momento non si puo’ dire piu’ di questo”. Gli avvocati di Beppino Englaro ritengono poco probabile che l’esito della camera di consiglio possa conoscersi in serata.

IL PADRE, NESSUN COMMENTO

”Non ho nulla da dichiarare, nella maniera piu’ assoluta”. Beppino Englaro ha risposto cosi’ per tutta la mattina ai tentativi dei giornalisti che gli chiedevano un commento sulla udienza pubblica davanti alle Sezioni riunite civili della Cassazione. Englaro ha assistito all’udienza in prima fila e al termine, accompagnato dai suoi legali ha lasciato la Cassazione per tornare a Milano dicendo che sarebbe tornato a Milano.

 

ITALIA-USA: BERLUSCONI, DA NOI TOTALE SUPPORTO A OBAMA

DELITTO DI NISCEMI: 20 ANNI AI 3 MINORENNI

CATANIA – Vent’anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici: hanno avuto il massimo della pena previsto dal rito abbreviato i tre minorenni accusati dell’omicidio di Lorena Cultraro, la studentessa di 14 anni di Niscemi scomparsa da casa il 30 aprile scorso, il cui cadavere fu ritrovato il 13 maggio in una cisterna nelle campagne di contrada Giummarra. Gli imputati, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, hanno accolto la sentenza in lacrime, sotto choc, e sono stati colti da leggero malore in aula; di rabbia per “i soli 20 anni di reclusione” è stata invece la reazione dei familiari di Lorena che auspicavano “il carcere a vita visto che in Italia non è prevista la sentenza capitale”.

Il Gup per i minorenni di Catania, Alessandra Chierego, non ha creduto alla tesi della difesa ritenendo invece che i tre imputati, come sostenuto dal pm Stefania Barbagallo, abbiano compiuto il delitto con premeditazione e che prima di uccidere la ragazza, strangolandola con cavo di un’antenna tv, l’abbiano violentata, facendo poi scomparire il cadavere in una cisterna. Il giudice non ha creduto alla difesa che ha parlato di “raptus omicida” dopo che la ragazza aveva minacciato di rivelare che era incinta di uno di loro, fatto non vero, e che il rapporto sessuale c’era stato ma la vittima era consenziente.

“Vent’anni era il massimo della pena possibile – spiega il legale della famiglia Cultraro, l’avvocato Carmelo Pitrolo – i processi ai minorenni non prevedono una condanna superiore ai 30 anni di reclusione e la scelta del ricorso al rito abbreviato l’ha ridotta a 20 anni”. Una tesi che non convince il padre di Lorena, Giuseppe Cultraro, che annuncia appello alla sentenza: “Vent’anni di carcere per quei ‘mostri’ – urla disperato – per me non sono niente, perché mia figlia non me la ridà nessuno: io volevo la pena di morte per loro, ma visto che in Italia non é prevista almeno l’ergastolo”. “Quei ‘mostri’ – aggiunge il padre della ragazza – dovrebbero marcire in carcere per tutta la vita. La verità è che in Italia non c’é giustizia. Vent’anni di reclusione per quello che hanno fatto non sono niente: è come se fossero stati condannati non per avere assassinato una ragazza di 14 anni ma un animale. Ma che giustizia è mai questa? Tra amnistie e condoni fra poco torneranno liberi”.

Di tutt’altro avviso i legali dei tre ragazzi. ‘Vent’anni di reclusione per un minorenne – sottolinea l’avvocato Francesco Spataro – rappresentano la fine di una vita, la distruzione dei progetti futuri che vengono a cadere”. “Noi – rileva l’avvocato Carmelo Ragusa – li avevano messi di fronte alla possibilità che ci fosse una condanna dura: ed è arrivata con il massimo della pena. Hanno accolto la sentenza in lacrime capendo oggi ancora di più la gravità del delitto commesso”. I due penalisti non si pronunciano su un ricorso: “valuteremo – spiegano – dopo avere letto le motivazioni”. Davanti al Tribunale per i minorenni prima della lettura della sentenza si è svolto un volantinaggio dell’Udi per annunciare che da Niscemi il 25 novembre prossimo partirà la staffetta ‘Stop al Femminicidio’ contro la “violenza sessuata” che si concluderà il 25 novembre dell’anno prossimo a Brescia.

 

BOTERO EVASORE, 7 MILIONI NON DICHIARATI

LUCCA – Una vita tra New York, Parigi, Montecarlo, ma Fernando Botero ha scelto dai primi anni ‘80 le fonderie di Pietrasanta per realizzare i celebri bronzi dalle fattezze over-size, che sono tanto nella scultura quanto nella pittura la sua cifra stilistica. Nella piccola Atene, l’artista colombiano ha da 24 anni una casa dove trascorre diversi mesi con la famiglia, dal momento che anche la moglie, la scultrice Sofia Vari, si avvale delle competenze degli artigiani versiliesi e dei laboratori della zona per le sue statue monumentali.

Se tra Botero e Pietrasanta c’é una sorta di identificazione, i rapporti non sono però stati sempre pacifici. Innamorato delle colline vicine al mare e delle bellezze della città d’arte, l’artista ha fissato lì un suo domicilio dal 1983 e ha ricevuto la cittadinanza onoraria nell’agosto del 2001. Eppure, quando Botero, nel ‘92, ha donato alla comunita’ pietrasantina lo straordinario Guerriero, la grande statua collocata nella piazza del comune, alcuni artisti e cittadini hanno protestato parlando addirittura di “mostruosità e deturpazione urbanistica” dei luoghi onorati da Michelangelo, Kandinsky, Moore. Neanche gli affreschi della piccola chiesa quattrocentesca della Misericordia, l’anno dopo, hanno ricevuto il plauso collettivo. La Porta del Paradiso e la Porta dell’Inferno, realizzate con le tecniche illustrate da Vasari, non sono state del tutto apprezzate, tanto che, alcuni anni fa, le opere sono state imbrattate con un rossetto.

Al di là di questi episodi, per oltre 20 anni Botero è stato, con Mitoraj e Kan Yasuda, uno dei protagonisti indiscussi della piccola Atene, che a sua volta gli ha dedicato grandi mostre fino a diventare palcoscenico di prestigio per la sua opera. A incrinare seriamente i rapporti tra Botero e Pietrasanta, nel 2007 il furto di sette bronzi dell’artista in una fonderia della città. “Se accade qualche altro episodiosimile, me ne vado in Svizzera o in qualsiasi altro posto dovepercepisca di poter fondere in un contesto di maggioreprotezione”, ha tuonato Botero da Bogotà subito dopo il fatto. Ma a un anno di distanza, alla fine del luglio scorso, i carabinieri gli hanno riconsegnato sei delle sette opere rubate. L’artista ha ringraziato per le forze dell’ordine per “lo straordinario lavoro svolto”, che ha dimostrato che “Pietrasanta è una città sicura”.

 

REFERENDUM: GRILLO, FIRME INSUFFICIENTI

OLANDA, DIVIETO DI VENDITA DI FUNGHI ALLUCINOGENI

ALLERTA METEO, IN ARRIVO TEMPORALI

SUORE, SI INDAGA PER SEQUESTRO EVERSIVO

ROMA – La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di sequestro con finalità eversive in merito al rapimento delle due suore avvenuto ieri in Kenya. Il procuratore Giovanni Ferrara è in contatto con la Farnesina.

FONTI MISNA: SI TENTA CONTATTO CON RAPITORI
Due canali di comunicazione, uno istituzionale e uno più informale, sarebbero stati attivati per tentare di stabilire un contatto con i rapitori delle due suore italiane rapite due notti fa in Kenya, secondo fonti della Misna che hanno chiesto di rimanere anonime per motivi di sicurezza. A Mandera, la città keniana più vicina al luogo del rapimento , “abbiamo dormito con un occhio aperto”, ha riferito una consorella delle due rapite aggiungendo di sapere che la liberazione potrebbe richiedere “pazienza e tempo”. “Come spesso avviene, come nel caso di Annalena Tonelli o altre missionarie rapite in questi luoghi – ha detto ancora la stessa fonte alla Misna – sono le donne della popolazione, che spesso più beneficiano dell’aiuto delle missionarie, ad attivare una rete di contatti e informazioni che può portare a un buon esito della vicenda”.

NUNZIO: PREOCCUPATI, DI LORO NESSUNA NOTIZIA
“Siamo molto preoccupati per la sorte delle due suore rapite perché ad ora non abbiamo avuto alcuna notizia di loro, nessun contatto dai rapitori né sappiamo dove si trovino”. Lo ha detto all’ANSA, il nunzio apostolico in Kenya, Mons. Lebeaupin Alain Paul, a proposito di Caterina Giraudo e Maria Teresa Olivero, suore missionarie appartenenti all’ordine di Foucauld e originarie del cuneese. Il diplomatico della Santa Sede si è detto molto preoccupato perché “una cosa del genere non era mai successa in Kenya. In questa zona non ci sono precedenti né di rapimenti né di violenze nei confronti di preti, suore o missionari”. Certo, il nunzio ammette che “nella zona al confine con la Somalia la situazione è potenzialmente molto più pericolosa”. Aggiunge inoltre di essere in costante contatto con l’ambasciata d’Italia in Kenya e con le autorità kenyote che stanno facendo “tutto il possibile” per ritrovare le missionarie rapite. Il nunzio infine afferma di non voler fare “speculazioni” sulla matrice del rapimento, richiama alla prudenza e conclude che “abbiamo speranza”.

 

COCAINA, GENE LEGATO AL RISCHIO DIPENDENZA

MAFIA SPA PRIMA AZIENDA, 130 MLD FATTURATO

CANALIS: I NERI SPESSO SONO PIU’ SEXY

ROMA – “Esteticamente mi piacciono i neri. Spesso li trovo più sexy. E, quando vedo una coppia mista, mi ci riconosco molto. Ma non sopporto le battutine a sfondo sessuale. Uomo nero uguale stallone. Quello è uno stereotipo da razzisti”: lo dice Elisabetta Canalis, che da un paio di settimane non è più la fidanzata di Reginaldo, l’attaccante brasiliano del Parma, a Vanity Fair che le dedica la copertina del numero in edicola domani.

E ora che ha ottenuto il sospirato visto per lavorare negli Stati Uniti. “E’ da un pezzo – spiega – che cercavo di averlo. Sono pronta. Parto per l’America di Obama”. Ci credeva in Barack? “Ci speravo. Da sempre sono convinta – racconta – che gli Stati Uniti siano avanti, queste elezioni lo dimostrano”.

E del premier Berlusconi, che dice “Obama è giovane, bello e abbronzato”, che cosa pensa? “Che è la battuta di un politico abituato a farne. Non ci leggo nulla di volgare. Mi fa più paura – sottolinea la Canalis – un Paese in cui non si scherza per timore di offendere qualcuno. Significa che, sotto sotto, si ha la paura ipocrita di essere fraintesi”.

Per la fine della storia con Reginaldo ammette di aver pianto. “Dopo sette mesi insieme, come si fa a non versare neanche una lacrima quando la storia finisce? Io, per amore, ho pianto tanto” e poi aggiunge: “é un ragazzo dolce, ma abbiamo obiettivi, interessi e passioni differenti”.

Il 20 novembre finisce Artù, dove lei ha fatto da spalla a Gene Gnocchi. Soddisfatta? “Non lo sono mai. Gene l’ho temuto. E, se non mi avesse dato fiducia lui, avrei continuato ad averne paura. Non é un tipo facile” conclude. 

 

MOLISE: TARTUFO RECORD DA OLTRE 1 KG

BRASILE: MUORE TRAVOLTA DALLA BARA DEL MARITO

DANNO FUOCO AD UN BARBONE CHE DORMIVA

RIMINI – Non è in pericolo di vita l’uomo dato alle fiamme intorno alla mezzanotte e mezza a Rimini. E’ il responso dei medici dell’ospedale di Padova che lo hanno preso in cura a causa delle gravi ustioni di secondo e terzo grado su buona parte del corpo, nonostante la prognosi sia tenuta riservata. E’ quanto ha comunicato la squadra mobile della questura di Rimini che sta indagando sull’episodio.

L’uomo è stato soccorso dal 118 intorno all’una di questa notte dopo l’allarme di una ragazza che passava in via Flaminia e ha notato l’uomo avvolto dalle fiamme. Il senzatetto è arrivato vigile in ospedale e ha detto di chiamarsi Andrea Rizzo, 46 anni, di Taranto. Ha detto anche, nonostante fosse sotto choc, di essersi svegliato per il grande calore che lo avvolgeva e però di non aver notato nessuno nelle vicinanze. Accanto alla panchina sulla quale dormiva è stata rinvenuta dai vigili del fuoco una bottiglia vuota ma che odorava di liquido infiammabile con il quale probabilmente è stato dato fuoco all’uomo. Rizzo, sempre che vengano confermate le sue generalità, è un senzatetto conosciuto dalle associazioni di volontariato che operano a Rimini, in particolare dalla Capanna di Betlemme che spesso ha avuto contatti con lui.

L’uomo comunque si rifiutava di andare a dormire da loro nonostante i volontari percorrano tutte le notti la città alla ricerca di senzatetto a cui dare un riparo. Un gruppo di uomini della Capanna è partito per Padova, dove si è recata anche una squadra della polizia scientifica di Rimini per rilevare le impronti digitali dell’uomo e per verificare la sua identità.

decreto gelmini ecco il testo integrale IN GAZZETTA UFFICIALE

Università, in Gazzetta arriva decreto

ROMA – Nuova settimana di passione per l’università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Riforma che oggi vedrà concretizzarsi il primo tassello, quel decreto legge “tecnico” varato giovedì dal Consiglio dei Ministri: da Viale Trastevere, dove il testo è stato aggiornato (per la parte relativa agli associati) per quanto riguarda gli imminenti concorsi (già banditi da tempo e le cui domande scadono proprio oggi), assicurano che il Dl arriverà al Quirinale per la firma del Capo dello Stato, prima di essere pubblicato in serata sulla Gazzetta Ufficiale, giusto in tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi.

Si tratta del primo passo di una riforma abbozzata nelle linee guida contenute nel ddl varato insieme al decreto: riforma che quasi sicuramente vedrà anche delle norme per scoraggiare il diffuso fenomeno dei fuori corso, visto che al ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca stanno studiando un provvedimento ad hoc. Mentre alla Sapienza la protesta ha aperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, la polemica politica ha visto l’intervento di Antonio Di Pietro: “I soldi tolti alla scuola vanno restituiti: non si può lasciare la riforma dell’istruzione al ministro dell’Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, e questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata”.

La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i “propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. Prima di tutto – ha affermato RdS – avvertiamo che non accettiamo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo: il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso”. Intanto, dagli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno è arrivato l’impegno delle regioni del Sud che si sono dette pronte ad investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno.

Corrado Gabriele, assessore all’Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto “al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l’Alitalia”. Per quanto riguarda la norma sui fuori corso, a Viale Trastevere stanno studiando quali incentivi dare agli studenti che riescono a laurearsi negli anni previsti, o limitando al minimo il periodo fuori corso, con norme più rigide per chi passa troppo tempo nelle facoltà senza arrivare alla laurea. L’idea del ministro Gelmini è quella di aiutare gli studenti che lavorano, non chi si parcheggia per anni nelle aule. per avere un’idea del fenomeno, basta guardare i dati Istat: nel 2006 il 66% dei 271.115 laureati ha terminato fuori corso.

Gli iscritti all’università fuori corso (dati Censis) sono passati da 121.508 del 2003-2004 ai 245.604 del 2004-2005 (+102,1%) e nel 2005-2006 dovrebbero superare ampiamente le 300.000 unità, con un incremento percentuale pari al 37,6%. In alcuni atenei, come quello di Enna, ci sono già incentivi per chi è in regola con il piano di studi, come sconti sulle tasse per chi non è fuori corso.

 

UNIVERSITA’: IN GAZZETTA UFFICIALE DECRETO GELMINI

BOMBA ATOMICA USA DISPERSA NEL ‘68 IN GROENLANDIA

RIFIUTI: SEQUESTRATO GASSIFICATORE DISCARICA MALAGROTTA A ROMA

Eluana: S. Sede, no ad un assassinioCardinale Barragan, qui non si parla di accanimento terapeutico

NICOLE KIDMAN SARA’ TRANSESSUALE IN THE DANISH GIRL

il maestro MORRICONE festeggia i suoi 80 anni

ROMA – Grande festa ieri sera a Roma nell’aula magna dell’universita’ La Sapienza per Ennio Morricone, il maestro delle colonne sonore cinematografiche, premio Oscar alla carriera, che compie 80 anni.

Una festa, alla presenza di personalita’ del mondo musicale e cinematografico, prettamente musicale con uno speciale concerto-omaggio offerto dall’orchestra Roma Sinfonietta (con la quale Morricone collabora da tempo) e dal coro Claudio Casini dell’universita’ Tor Vergata.

La festa di compleanno, organizzata dall’istituzione universitaria dei concerti ieri sera e’ pienamente riuscita soprattutto per le emozioni che la cantata ”Melodie del silenzio”, su testo di Bruno Cagli, ha saputo dare al foltissimo pubblico. Imponente sul palcoscenico lo schieramento di strumentisti e coristi con aggiunta delle voci recitanti e degli attori Mariano Rigillo e Enzo De Caro e dei cantanti Tosca, Susanna Rigacci, Roberto Abbondanza e Anselmo Fabiani.

La composizione e’ apparsa particolarmente idonea per festeggiare un illustre musicista (peraltro autore apprezzato anche al di fuori delle partiture del film) in quanto favola allegorica che racconta, in forma divertente ed ironica, di un paese ridotto al silenzio perche’ c’e’ un re che proibisce la musica. Un pezzo suggestivo, assai curioso e coinvolgente, diviso in 5 movimenti opera di 4 musicisti di vaglia, Nicola Piovani, Michele Dall’Ongaro, Matteo D’Amico e Andrea Morricone.

A chiusura della serata tradizionali candeline reali ed espresse in musica hanno completato l’evento con Morricone ”orgoglioso e commosso” come ha detto, sganciatosi via dalla platea per salire sul palcoscenico a ringraziare tutti, colleghi ed amici e soprattutto la massa di ammiratori che non si stancavano di correre ad abbracciarlo.

Morte in casa Juve caserta. Merola: «Non ci posso credere»

caserta. A poche ore dalla tremenda tragedia di Buccino è ancora
forte l’eco del dolore provato dalla gente di Caserta, dalle persone
che erano vicine professionalmente e familiarmente alle vittime
dell’incidente, ma anche da chi, pur non conoscendole, non riesce a
capacitarsi di come possano accadere certi orrori inenarrabili.
Antonio Merola, coach del Casapulla, allena il figlio quattordicenne
della povera Manu Gallicola ed era anche grande amico di Gianluca
Noia: «La notizia mi ha semplicemente distrutto – afferma Antonio -.
Ancora non riesco a rendermi conto di come sia stato possibile che
avvenisse un incidente simile su una strada non molto trafficata come
quella. Avevo parlato sabato con Manuela e mi aveva detto che non era
entusiasta di recarsi a Potenza la domenica mattina. E poi penso a
Gianluca, a quel povero ragazzo così giovane ed al padre. Una
fatalità assurda».
Un dolore immenso che ha colpito da vicino anche l’Artus che è scesa,
sul campo di San Severo, col lutto al braccio ed osservando un minuto
di silenzio: «Abbiamo appreso dopo poco dell’immane tragedia che ha
coinvolto i nostri amici casertani – afferma affranto il presidente
del club Salvatore Ragnino – e ci sentiamo coinvolti nell’immane
dolore che ha colpito le famiglie delle vittime a cui va il nostro
cordoglio. Sapere di non poter incontrare incrociare più i volti cari
di amici che erano avversari solo in campo è un dolore indescrivibile
che porteremo sempre con noi».
«La Curva Amici dell’Artus, in rappresentanza del tifo organizzato
maddalonese, costernati, partecipa al gravissimo lutto che ha colpito
la Juvecaserta, inviano le più sincere condoglianze alle famiglie».
Toccanti anche le parole giunte dal Csi Caiazzo: «I giocatori, la
società e lo staff tecnico sono sconvolti dalla notizia, in
particolare il coach Gaetano Santoro che nella scorsa stagione
occupava il ruolo di assistente allenatore della formazione colpita
dalla tragedia».
Altri messaggi sono giunti dalle formazioni Aics Caserta, Santa Maria
a Vico, Pro Cales, Casapulla ed Atellana Volley.
pc

Lutto in casa juvecaserta. Brkic senza fiato: «Siamo sconvolti»

dramma juvecaserta, Curreri dà voce alla tristezza dell’Italia

caserta. Non ha confine il dolore. Non ha colori, ne bandiere, ne un
credo cestistico differente. Il dolore è dolore, e basta. Tutta
l’Italia dei canestri si è stretta intorno a Caserta ed alla Juve che
stanno vivendo un dramma sportivo ed umano senza eguali. Ed allora le
bandiere vanno messe da parte e si lascia spazio solo alla tristezza.
Un necrologio è arrivato dalla stanza dei bottoni del basket
italiano: «Il Presidente della Lega Basket Francesco Corrado, a nome
di tutti i club della Serie A, è vicino alla Juvecaserta, ai suoi
tifosi e a tutta la città per il grave lutto che li ha colpiti». La
tristezza ha avvolto anche la famiglia di atleti casertani Simeoli:
«Mario, Roberto, Stefano partecipano con grande commozione al lutto
che ha colpito la grande famiglia della pallacanestro casertana,
abbiamo perso delle persone che amavano questo sport,siamo vicini
alle famiglie e al loro dolore». Ed è toccato anche a Gaetano
Curreri, leader degli Stadio, lasciare un pensiero. Amante del
basket, ideatore dell’inno della Fortitudo, il cantante ha
dichiarato: «Sono sconvolto dalla tragedia che si è abbattuta sulla
vostra gloriosa Società, è terribile quello che è accaduto. Vorrei
farvi sentire a Voi tutti, il mio dolore e la mia vicinanza in questo
triste momento. Un abbraccio».
I mass media locali stanno lanciando dei segnali imporanti: ieri
pomeriggio non è andata in onda ‘Taverna Bianconera’ sulle frequenze
di New Radio Netword, oggi il silenzio avvolgerà Radio Prima Rete con
‘Cestisticamente Parlando’ e Tv Luna con ‘Campania Basket’ (solo un
servizio ma nessun intrattenimento in studio). Infine su youtube
scrivende ‘quattro angeli bianconeri’ è possibile vedere un video
ricordo.
c.a.

E’ un incubo per la Juvecaserta

caserta. Passeggiare da soli in un lunedì mattina al Palamaggiò e
sentire dentro un dolore immenso. Camminare nel parterre, coi
sediolini ancora pieni dell’house organ del club ed i vari
bigliettini pubblicitari, e capire che non sarà mai e poi mai come
prima. Guardare la curva Ancilotto, rileggere altre 100 e passa volte
lo striscione che campeggia (“Anche da lassù onorerete i nostri
colori”) e percepire un segno di impotenza. Il day after la tragedia
immensa, la nostra passeggiata al Palamaggiò voleva essere un momento
per staccare la spina dal dramma collettivo. Invece è stato il
peggior pugno possibile. Guardare il parquet magico del Palamaggiò,
chiudere gli occhi ed immaginare: pensare che un giorno il playmaker
Paolo Mercaldo avrebbe potuto far battere il cuore dei tifosi con le
sue giocate, Gianluca Noia inventarsi una difesa per spiazzare gli
avversari, Manuela Gallicola ammirare Paolo col solito sorriso
coinvolgente, Gigi Mercaldo esultare per le prodezze del figlio.
Questo è venuto in mente. Questo il film che i 4 angeli bianconeri
avrebbero meritato. Invece no. La realtà è un’altra e fa male: i 4
angeli sono volati in cielo e con loro va via una parte di tutti noi
casertani. Passeggiamo nel Palamaggiò insieme al team manager Antimo
Lubrano: il dolore che prova lo si legge negli occhi. Uno cerca di
consolare l’altro mentre le parole sono per i 4 angeli. Ognuno
racconta un particolare, una storia che ci legherà a loro: è dura
andare avanti. Il maestoso Palamaggiò è lì a farci compagnia ma ha
uno strano aspetto. Trasuda di lacrime, le lacrime di Caserta che
piomba nel nuovo incubo insieme a tutta la Juve. Nuovamente un dramma
che sconvolge questa città martoriata, senza pace.
Nel pomeriggio di ieri la squadra è tornata ad allenarsi con il
morale ancora sconvolto per il drammatico avvenimento. Dopo tutto
quello che hanno passato i giocatori era importante provare a
concentrarsi sul lavoro. E’ stato difficile per tutti anche perchè,
mentre loro provavano ad allenarsi, la cittadinanza era al Duomo per
dare il primo commoso saluto ai quattro angeli bianconeri. Lì, in
lacrime, c’era il presidente Rosario Caputo insieme al giemme Betti,
ai quadri dirigenziali, al segretario Giannoni e tutto il settore
giovanile. Anche in questo caso è praticamente impossibile descrivere
il dolore; inutile provare a parlare del dramma che stanno vivendo i
familiari, tutti uniti intorno alle tre bare e travolti
dall’abbraccio di un popolazione distrutta.
Le lacrime inconsolabili e copiose degli atleti dell’Under15, poi,
sono state il colpo finale di una giornata tremenda che, purtroppo,
resterà per sempre nella memoria collettiva casertana: tutti i
piccoli atleti erano riuniti intorno alla bara bianca di Paolo. La
squadra è arrivata nel tardo pomeriggio e domani, insieme a tutta Caserta, parteciperà ai funerali.
 

graduatorie ata terza fascia, tutte le posizioni e i punteggi

Sono in corso le pubblicazioni delle graduatorie provinciali provinciali di terza fascia del personale ATA.     VISUALIZZA LE POSIZIONI E IL PUNTEGGIO ASSEGNATO >>>>>>>>

Contro queste è possibile proporre ricorso entro 10 giorni dalla pubblicazione.

CARCERE PER CHI ABBANDONA INGOMBRANTI PER STRADA. MORETTO (AN): “L’ULTIMO DECRETO SUI RIFIUTI È INCOSTITUZIONALE, VA ADEGUATO AL RESTO D’ITALIA”

Napoli – “Il Decreto Legge 172/2008 è incostituzionale e va assolutamente adeguato al resto d’Italia”. Ad affermarlo è il consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Vincenzo MORETTO, che auspica che tale illegittimità venga al più presto corretta. “Con l’approvazione del DL era stata promessa dal Governo la linea dura nei confronti di chi abbandona rifiuti ingombranti per strada e linea dura è stata: a pochi giorni dalla pubblicazione, sulla Gazzetta ufficiale, del decreto legge che punisce con il carcere chi abbandona, in Campania, rifiuti ingombranti o pericolosi, sono già stati sei gli arresti nella sola Napoli” – ha sottolineato Moretto – “ma il sottosegretario all’emergenza rifiuti Bertolaso deve insistere perché venga estesa al resto d’Italia il decreto. Non penso” – precisa l’esponente di AN – “che nel resto d’Italia non esista una sola persona che non commetta un reato ambientale. Gli arresti sono senz’altro di lezione, ma c’é chi già promette battaglia. Infatti, i legali di alcuni arrestati e anche i costituzionalisti che il decreto legge lo definiscono “illegittimo”.  Appare, infatti, violato il principio di uguaglianza tra cittadini italiani visto che la norma si applica solo in Campania. E a parlare di illegittimità sono anche due presidenti emeriti della Corte costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre e questo perché l’aver limitato alla sola Campania l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza e dell’articolo 3 della Costituzione. Detto questo” – ribadisce Moretto – “il Dl che punisce con il carcere chi abbandona, in Campania, rifiuti ingombranti o pericolosi in strada, cambierà la mentalità menefreghista dei tanti campani e napoletani che hanno sempre mostrato totale indifferenza verso qualsiasi dovere civico. Ma” – ha aggiunto – “prima dell’arresto deve esserci la prevenzione. Prevenzione che va fatta presso gli esercizi commerciali. Ad esempio, i gommisti dove vanno a sversare i copertoni di auto, e gli elettrauto con le loro batterie per auto, ed i grandi supermercati con i loro rifiuti speciali e via dicendo. Deve, cioè,  essere disposto un capillare controllo del territorio da parte del Comune di Napoli, dell’Asia, delle FF.OO. Il Comandante dei Vigili, Generale Luigi Sementa dovrebbe approntare una task force di vigili urbani che deve effettuare un attento monitoraggio finalizzato alla prevenzione dei reati ambientali, specialmente nelle zone di periferia dove i controlli sono deficitari e, in particolare nelle zone di confine con i comuni limitrofi. Per la natura stessa del rifiuto ingombrante” – ha concluso Moretto – “lo scarico abusivo avviene soprattutto durante le ore notturne. Tale scarico si configurava già come reato ambientale, ma le multe e le denunce sono sempre state in numero limitato, facendo così prolificare lo scarico abusivo. Bisogna, infine, pubblicizzare il numero verde dove i napoletani possono rivolgersi per far prelevare i rifiuti ingombranti”. C.s.

IN OCCASIONE DEL 60° ANNIVERSARIO DELLA “DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI”.CONVEGNO ORGANIZZATO DA AMNESTY INTERNATIONAL, LEGA INTERNAZIONALE DIRITTI UMANI, PAX CHRISTI. CONCLUDERA’ LA CANTAUTRICE AGNESE GINOCCHIO