Archivio per Novembre 10, 2008

TUTTI I REPUBBLICANI CON IL PRI. AFFIDATI I PRIMI INCARICHI ISTITUZIONALI

CASERTA –  L’attività politica del PRI, a seguito della convocazione del segretario provinciale GIUSEPPE CANZANO del comitato provinciale allargato per fare il punto sulla situazione politica e amministrativa dell’intero territorio provinciale, ha fatto segnalare un passo importante per la crescita del partito. Sia i Repubblicani democratici che il Repubblicani europei ritornano con il Partito Repubblicano Italiano e si compattano per un percorso politico – amministrativo condiviso con la guida di GIUSEPPE CANZANO. Presenti alla riunione per i Repubblicani democratici Pasquale Zannini, per i Repubblicani europei Luigi Malatesta e Renato Zinzaro, Giovanni Mastroianni e Lello Testa per il Circolo di Centro-Destra di Pastorano nel quale è presente il PRI, Salvatore Bizzarro dirigente Maestri del Lavoro, ed inoltre Nicola Graziano, Francesco Canzano, Giovanni Pastore, Gerardo Di Vece, Pasquale Parisella, Vincenzo Fusco, Luca Bevilacqua,Carmine Cimmino, Giuseppe Ricciardi, Stefano Letizia, Giuseppe Tessitore, Antonio Rea, Umberto D’Alò, Mario Cantiello, Salvatore Masella, Luigi Verdicchio, Vincenzo Farina, Paolo Natale e Franco Nappi Dopo aver ampiamente relazionato e discusso sulle precedenti elezioni provinciali si è constatato che il quorum di consensi ricevuti dal PRI, Repubblicani democratici e Repubblicani europei sfiora quota 10.000 e partendo da siffatto trend storico sono stati affidati i primi incarichi per i coordinamenti di area a Pasquale Zannini per l’intero litorale domitio e paesi dell’entroterra viciniori, a Giovanni Cimmino dell’alto casertano, a Giuseppe Ricciardi e Stefano Letizia quello di San Nicola la Strada e Recale e a Luigi Malatesta è stato affidato l’incarico di Coordinatore della città di Caserta. A breve nei prossimi comitati, che da ora si terranno ogni 15 giorni, verranno assegnati ulteriori incarichi istituzionali. Obiettivo prefissato, con una attività politica capillare, è quello di accrescere notevolmente i consensi affinché il PRI diventi un partito ed un interlocutore politico di tutto rispetto per l’intera area politica di Centro-Destra.

IL SEGRETARIO PROVINCIALE GIUSEPPE CANZANO

MAFIA: LA MADRE DEL PICCOLO DI MATTEO, “GIUSEPPE HA VINTO”

SAN GIUSEPPE JATO (PALERMO) – “Giuseppe ha vinto, ha sconfitto la mafia. Non tutta Cosa Nostra, ma un buon 70%”. Lo ha detto Franca Castellese, la madre del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino, strangolato e sciolto nell’acido dalla cosca di Giovanni Brusca.

La signora Castellese, che per la prima volta ha parlato in pubblico del figlio, è intervenuta alla manifestazione organizzata nel Giardino della Memoria, a Camporeale, nel Palermitano, dove è stato realizzato un luogo di aggregazione per i ragazzi a poche centinaia di metri dall’immobile in cui per un periodo il piccolo Di Matteo venne tenuto segregato dopo il sequestro. Il bambino, rapito per indurre il padre a interrompere la collaborazione con la giustizia, venne ucciso dopo anni di prigionia. 

“La mafia è sempre equivalente alla morte, perché uccide uomini, speranze, futuro e dignità. In questo luogo ha ammazzato un bambino in un modo incompatibile con il genere umano” ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano che ha inaugurato insieme con il ministro dell’Interno Roberto Maroni il giardino dedicato a tutti i bambini vittime della mafia. “La mamma di Giuseppe e tutte le madri dei bambini vittime della mafia – ha dichiarato Alfano – sappiano che noi siamo al loro fianco non con le parole, ma con i fatti, come dimostra il varo del più importante pacchetto di misure antimafia dopo Falcone”.

“In questo luogo di barbarie della disonorata società, dove sono state fatte cose che nemmeno gli animali farebbero, lanciamo la sfida per vincere la battaglia contro la mafia” ha detto il ministro dell’Interno Maroni. “Sono lieto – ha spiegato Maroni – di consegnare alla società questo immobile sottratto alla mafia, perché l’attacco ai patrimoni mafiosi è la frontiera”.

Domani, ha aggiunto, “daremo il via libera alle nuove norme che prevedono poteri straordinari per consentire l’utilizzo effettivo dei beni sequestrati perché vanno bene i sequestri e le confische, ma se i beni restano inutilizzato è un segno dell’impotenza dello Stato. Queste strutture – ha concluso – come quella inaugurata oggi, devono tornare proprietà dei cittadini”.

 

ALITALIA, SCIOPERO IMPROVVISO DI 24 ORE. MATTEOLI PRECETTA LAVORATORI

FiumicinoIl comitato di lotta dei lavoratori di Alitalia ha indetto 24 ore di sciopero a partire dalle ore 18 di oggi. A dare il via libera all’azione di lotta è stata l’assemblea dei lavoratori riuniti a Fiumicino che ha approvato a maggioranza la mozione presentata dal comitato. La mozione prevede di “intraprendere da subito un’azione di sciopero dalle ore 18 di oggi per 24 ore” e “chiede ai sindacati di aderire al mandato dell’assemblea”. Ma le cinque sigle sindacali del fronte del no, Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav, hanno preso le distanze dallo sciopero improvviso.

Dsl canto suo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, anche in seguito alla segnalazione del presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici, “ha immediatamente provveduto ad attivare le procedure di precettazione del personale di volo e di terra” che ha incrociato le braccia senza rispettare la normativa in materia di sciopero.

I disagi non si sono limitati allo scalo di Fiumicinio: cancellazioni e ritardi anche negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. Finora sono stati cancellati 17 voli Alitalia in partenza da Linate e 16 in arrivo. Da Malpensa i voli cancellati sono uno in arrivo e 3 in partenza. Inoltre, nel corso della giornata, tutti i voli dell’ex compagnia di bandiera dagli scali milanesi hanno registrato un ritardo medio di un’ora.

Prima che si procedesse al voto, è intervenuto il coordinatore della Sdl Paolo Maras che ha invitato “i lavoratori a riflettere sulla decisione di procedere a uno sciopero spontaneo“. “Proporre questa mozione – ha detto – rischia di determinare una lacerazione dannosa del fronte sindacale” soprattutto a fronte della “lunga durata della battaglia che ci aspetta”. Il richiamo all’unità rivolto dai rappresentanti sindacali all’assemblea è stato contestato da molti lavoratori. “Basta, basta – hanno scandito – ci avete tenuti buoni per due mesi”. Dei presenti all’assemblea in 130 hanno votato a favore della mozione presentata dal comitato di lotta, mentre i contrari sono stati 87.

Il presidente di Up, Massimo Notaro, sostiene che la categoria dei piloti è in linea con il sindacato. “Quello che posso dire è che la base è assolutamente dietro al sindacato“, ha affermato Notaro ribadendo la volontà di Up di “intraprendere azioni nel rispetto della legge”.

In serata, il presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici, Antonio Martone, ha chiesto la precettazione dei dipendenti Alitalia in quanto sussiterebbe ”il fondato pericolo di un pregiudizio grave al diritto di circolazione’‘. L’astensione collettiva dal lavoro dei dipendenti dell’Alitalia è effettuata, recita la nota diffusa dalla commissione, “in violazione” delle norme vigenti nel trasporto aereo e in particolare sui termini di preavviso e la garanzie delle prestazioni indispensabili. Per Martone, dunque “si è in presenza di una grave lesione del diritto di circolazione dei cittadini, costituzionalmente garantito“.

“Nessuna manifestazione sindacale, tanto più se condotta da minoranze poco rappresentative, può prendere in ostaggio un Paese – ha ammonito il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi – La paralisi improvvisamente organizzata di aeroporti, stazioni ferroviarie, strade e autostrade è un atto illegale che deve essere solo rimosso e sanzionato”.

Il governo sta accelerando sul ddl delega per una nuova disciplina del diritto di sciopero. “Quanto sta accadendo – dice Sacconi – ripropone l’esigenza di rafforzare la tutela degli utenti dei servizi pubblici, pur nel rispetto del diritto di sciopero ove questo si svolga in forme regolate. Convocheremo dunque nella prossima settimana le parti sociali“.

Già stamane i lavoratori di Alitalia del ‘fronte del no’ riuniti in assemblea avevano votato all’unanimità la mozione presentata dal comitato di sciopero e di lotta per indire un’iniziativa immediata di sciopero di tutto il personale del gruppo. Iniziativa però non appoggiata dalle cinque sigle sindacali che avevano fatto sapere di non ritenere opportuno in questa fase procedere a un blocco immediato delle attività. “Noi – aveva detto il presidente dell’Anpac, Fabio Berti – dobbiamo fare la cosa giusta. Stiamo attenti perché la lotta non finisce oggi, non sto dicendo che il blocco non serve ma non sarà risolutivo”.

Quella di oggi a Fiumicino è stata un’assemblea ad alta tensione. Circa 500-600 tra piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra si sono riuniti per decidere le iniziative da mettere in campo, all’indomani della proclamazione del pacchetto di 4 giorni di sciopero fino a maggio 2009.

Mentre decine di lavoratori hanno bloccato l’ingresso del centro equipaggi dell’aeroporto di Fiumicino. Circa una ventina i voli cancellati, dalla mezz’ora fino alle 2-3 ore i ritardi accumulati.

Intanto, è arrivato l’ok della Commissione Europea alla vendita di Alitalia. E’ quanto ha deciso l’esecutivo comunitario, a quanto apprende AKI-ADNKRONOS International da fonti comunitarie, nella riunione dei capi di gabinetto della Commissione, in vista della riunione del collegio di mercoledì. A quanto si apprende, Bruxelles rileva che “non c’è continuità” tra la vecchia e la nuova Alitalia, e che la vendita a Cai può procedere, sia pure sotto stretto controllo. Quanto al prestito ponte, è confermato che dovrà essere restituito dalla vecchia Alitalia, quella cioè guidata dal commissario straordinario Augusto Fantozzi, e a prezzi di mercato che si applicano a un’azienda destinata a fallire.

MIRIAM MAKEBA MUORE DOPO CONCERTO PER SAVIANO

CASTEL VOLTURNO (CASERTA) – Mama Africa, Miriam Makeba, se n’e’ andata uscendo di scena con un finale ad effetto. Aveva speso tutta la sua vita per l’impegno civile ed e’ morta ’sul campo’, a Castel Volturno, un luogo-simbolo della lotta alla criminalita’ ed alla sopraffazione, dove aveva voluto partecipare a tutti i costi, nonostante le non brillanti condizioni di salute, al concerto anticamorra a sostegno dello scrittore Roberto Saviano. L’artista di colore, 76 anni, era divenuta famosa in tutto il mondo per essersi battuta vigorosamente contro il regime dell’apartheid che aveva dilaniato il suo Paese, il Sudafrica. Non a caso era diventata delegato delle Nazioni Unite. E non a caso il suo impegno contro la segregazione razziale, ingigantito dalla fama di cantante nota in tutto il mondo, aveva causato la reazione del governo sudafricano che, nel 1963 – in pieno regime di apartheid – l’aveva costretta all’esilio ed aveva messo al bando tutti i suoi dischi. Da alcuni anni, per motivi professionali, la Makeba si era gia’ trasferita in Europa, anche se continuava a frequentare di tanto in tanto il suo Paese d’origine. Dopo che le fu imposto l’esilio, per tornare in Sudafrica, Miriam Makeba dovette attendere quasi 30 anni: soltanto nel 1990, infatti, Nelson Mandela riusci’ a convincerla a tornare nella terra dove era nata – sua madre era di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa – e che era stata costretta ad abbandonare. Trasferitasi prima in Europa e poi negli Stati Uniti, proprio in quella lunga fase della sua vita, espresse il meglio di se’ nel campo artistico. In America Miriam Makeba incise le sue canzoni piu’ conosciute: Pata Pata, The Click Song e Malaika. Nel 1968 si sposo’ con Stokely Carmichael, un attivista per i diritti civili. Il matrimonio scateno’ grandi polemiche negli Stati Uniti e la sua carriera ne subi’ un notevole rallentamento. Si separo’ dal marito – con il quale si era trasferita in Guinea – nel 1973. Nel 1985, dopo la morte della sua unica figlia, Bongi, torno’ a vivere in Europa. Nel 2005 decise di dare il suo addio alle scene e lo fece con un memorabile tour, che tocco’ tutti i Paesi del mondo nei quali si era esibita. Ma il destino, per l’addio definitivo, le aveva riservato un altro appuntamento. Quello che ieri sera l’ha condotta sul palco di Baia Verde, a Castel Volturno, dove un pubblico accorso per una grande testimonianza di impegno civile, le ha riservato l’ultimo, indimenticabile applauso. ansa

CHIESTO PIZZO PER CONCERTO DEDICATO A SAVIANO