Archivio per Novembre 6, 2008
COPPA UEFA.impeccabile L’UDINESE, IL MILAN VINCE NEL RECUPERO
MILANO - Il Milan preme ma solo un gol di Ronaldinho nel recupero da’ la vittoria sullo Sporting Braga nella 2/a partita del gruppo E di Coppa Uefa. Ancelotti all’inizio schiera in attacco Pato, Inzaghi e Shevchenko. Il Milan preme per tutto il primo tempo ma il pericolo maggiore lo corre Dida che sventa un’occasione di Peixoto. Nella ripresa entra Ronaldinho per Pato, ma il canovaccio non cambia. Il brasiliano risolve la partita con un tiro dal limite.
UDINE - Un’Udinese impeccabile nel gelo polare di Mosca batte lo Spartak grazie alla doppietta di un rapace Quagliarella, in pieno stato di grazia, mettendo un sigillo importante per la qualificazione al turno successivo di Coppa Uefa. Pur priva del suo uomo migliore, Di Natale, rimasto a Udine per infortunio, con il regista D’Agostino sacrificato in panchina per 60′ per far posto a Obodo, al debutto stagionale, l’Udinese ha fugato tutti i dubbi sulla sua condizione. I friulani si sono resi protagonisti di una grande prova contro i moscoviti, sconfitti e superati anche sul piano dell’organizzazione di gioco. La compagine di Marino e’ passata in vantaggio al 12′ con Quagliarella, che pochi minuti prima aveva colpito il palo: il bomber, su cross da sinistra di Isla, ha difeso palla tra Fati e Jranek, si e’ girato con rapidita’ e da centro area ha fatto secco Pletikosa. Cinque minuti dopo lo Spartak ha pareggiato approfittando dell’unica vera disattenzione della difesa friulana. Su corner da sinistra di Pavlenko, Rodriguez si e’ fatto trovare liberissimo al limite dell’area, spostato sul vertice sinistro, e’ entrato in area per far partire un bolide di sinistro che non e’ stato trattenuto da Handanovic. Nella ripresa il ritmo e’ calato, almeno per i locali, e l’Udinese ne ha approfittato per rendersi di nuovo pericolosa. Al 15′ Sanchez ha rubato palla a Parshivluk, con la coda dell’occhio ha visto libero al centro Pepe e lo ha servito di misura, ma il romano e’ stato ostacolato da tergo da Rodriguez: rigore netto, che Quagliarella ha trasformato di precisione. Poi lo Spartak si e’ spinto con decisione in avanti, ma sulla sua strada, oltre a una difesa bianconera molto sicura, ha trovato un grande Handanovic, che ha deviato in angolo due rabbiose conclusioni di Bazhenov al 27′ e di Kovac. Infine l’ultimo brivido: Pasquale al 39′ si e’ fatto ammonire per aver ritardato una rimessa laterale e l’arbitro lo ha espulso per doppio cartellino giallo. L’Udinese, pur in dieci, ha resistito e in contropiede si e’ ancora resa protagonista fino alla fine.
BCE TAGLIA I TASSI, FMI RIVEDE IL PIL E L’EUROPA BRUCIA 300 MLD
I crolli iniziano sin dal mattino a Tokyo e Hong Kong, scese rispettivamente del 6,53% e del 7,08%, per contagiare presto anche il Vecchio Continente, che manda in fumo altri 300 miliardi di capitalizzazione con perdite nell’ordine del 6,22% (indice Dj Stoxx 50). Dopo le chiusure in Europa Wall Street prosegue la danza dei ribassi. Attorno alle 19.30 il Dow Jones segnava perdite del 4,14%, lo S&P 500 del 4,34%, e il Nasdaq il 3,58%. In Europa e negli Usa il malumore dei mercati è stato fortemente influenzato anche da una nuova mareggiata sul fronte degli utili societari, in molti casi deludenti. Ma il segnale più deprimente è quello sulla produttività non agricola dell’economia americana, scesa nel terzo trimestre all’1,1%: certo non mancavano attese anche di un crollo più ampio, ma risulta comunque un bel tonfo rispetto al precedente dato del 3,6% (rivisto dal precedente 4,3%). Quanto all’andamento del mercato del lavoro Usa, le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione sono scese di quattromila unità a quota 481mila, e meno di quanto sperato. Nel tentativo di rianimare un mercato creditizio asfittico la Banca d’Inghilterra ha tagliato i tassi al 3%, con una riduzione ben sopra le attese e dell’1,5%. Non altrettanto coraggiosa è stata la Banca centrale europea, che perfettamente in linea alle attese ha ridotto il costo del denaro di mezzo punto
Nel lungo elenco dei risultati societari deludenti annunciati, Adidas ha perso il 9,6% e Axa il 9,2%. Dopo il tonfo del 7% segnato ieri, i future sul greggio hanno perso oggi un nuovo 7,9% affossando a 60,16 dollari le quotazioni del barile a New York. Shell ha segnato così un tonfo del 7,4%, mentre Total lascia sul parterre il 6,4%. Il crollo del rame sulla scia delle scorte superiori al previsto innesca invece le vendite sui titoli minerari, con Bhp e Anglo American in frenata entrambe del 15%. La lettera naturalmente non risparmia i bancari, con Deutsche Bank in calo del 12,82%, mentre Ing e Unicredit lasciano l’8,4%. Oltreoceano i mercati salutano la vittoria di Barack Obama con una perdita dell’8% in due giorni, con il mercato ormai certo che la situazione economica precipiterà e che i recenti rimbalzi hanno il fiato corto. Del resto l’indicazione sui sussidi settimanali getta ombre sul dato della disoccupazione atteso domani. E sempre domani sarà tolto il velo sui conti delle maggiori case automobilistiche da cui si temono perdite da lacrime e sangue. Tra i grandi nomi, spicca il tonfo segnato oggi dalla News Corporation Rupert Murdoch (-16%), dopo un allarme-utili per il 2009. Ma va giù anche Cisco Systems (-56 cents a 16,84 dollari) che inizia a stimare il calo delle vendite causato dalla crisi. E seguono anche Apple, Intel e HP, in flessione di oltre il 4%.
”Le prospettive per la crescita mondiale sono deteriorate nell’ultimo mese. Serve un’azione globale per supportare i mercati finanziari e servono stimoli fiscali e monetari per aiutare a contenere il calo della crescita mondiale”. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale in un aggiornamento straordinario del World Economic Outlook diffuso oggi. Secondo il Fmi, ”la crisi finanziaria resta virulenta”.
Rivista al ribasso la crescita mondiale: nel 2008 la crescita sara’ pari al 3,7% mentre nel 2009 si attestera’ al 2,2%, in ribasso quindi rispettivamente dello 0,2% e dello 0,8% rispetto alle previsioni di ottobre.
”Non escludo che potremo tagliare di nuovo i tassi” ha detto il presidente della Bce.
Risultato: il secondo costruttore mondiale di auto ha lasciato sul campo il 10,35%, mentre hanno sofferto ancora di più su titoli come Isuzu (-20,69%), maglia nera del listino nipponico, e Suzuki (-10,92%), per restare in campo motoristico. Le vendite hanno poi colpito gli altri grandi esportatori del Sol Levante, da Canon (-12,59%) a Olympus (-11,81%), da Sanyo (-11,3%) a Sony (-11,05%), frenati dal vento di recessione negli Usa, principale mercato di riferimento. Forti realizzi anche a Hong Kong, a seduta ancora aperta, dove Cathay Pacific lascia sul campo il 16,12% e Bank of China il 9,36%, mentre a Seul hanno segnato il passo il colosso finanziario Woori (-14,88%), i cantieri navali Daewoo Shipbuilding (-14,77%) e gli automobilistici Kia (-11,86%) e Hyundai (-10,58%). Sotto pressione a Sidney Australia & New Zealand Banking Group (-10,79%), Rio Tinto (-8,73%) e Bhp Billiton (-7,59%), in luce invece Mirvac (+31%), che ha chiuso con successo il proprio aumento di capitale da 282 milioni di dollari.
