Bruxelles – L’alternativa al piano di rilancio di Alitalia è che vadano a casa in 20 mila. E’ quanto afferma Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa, che ha fatto seguito alla riunione straordinaria del Consiglio Europeo “Alla fine, nella maniera più assoluta ha infatti detto il presidente del consiglio -, non si può andare contro le cose giuste e contro quella che è l’unica scelta possibile perché l’alternativa è che vanno a casa in 20 mila”.
Tuttavia ha continuato Berlusconi, l’avallo dei sindacati al piano è “fondamentale”. Sul nodo cruciale, sul quale i sindacati nutrono dubbi, e sul quale nei prossimi giorni si giocherà la partita con le parti sociali, Berlusconi ha ribadito che il Governo non lascerà a casa nessuno. Al Nord, “con la disoccupazione che è poco superiore all’1%, – ha detto il Premier – tutte le persone brave che sono in Alitalia troveranno velocissimamente, se lo vorranno, un posto di lavoro perché c’é un’offerta di lavoro che non trova risposta”. Lo Stato, ha detto il premier, “ha poi gli ammortizzatori che conoscete e per cui non credo che ci sia preoccupazione. I sindacati – ha continuato Berlusconi – fanno il loro mestiere, però gli esuberi che si prevedevano con la svendita ad Air France erano superiori a quelli che invece sono previsti in questo piano. Penso che l’avallo dei sindacati sia fondamentale, perché ci deve essere ed io sono assolutamente convinto che ci sarà perché non credo
che i sindacati possano accettare che vadano a casa in 20 mila: mi sembra una cosa talmente fuori dalla realtà che non ho dubbi che questo accada e dunque sono convinto che ci sarà un accordo”.
Dal canto suo il ministro del Lavoro ha detto che “da giovedì prossimo inizia un confronto intensivo sul piano industriale – ha detto il ministro – da concludersi entro il fine settimana successivo viste le criticità”.
“La dead line, non è metaforico – ha affermato Sacconi nel corso di una breve conferenza stampa durante una pausa dell’incontro in corso al Ministero – diventa la prossima settimana”. Il neo commissario straordinario Fantozzi, ha proseguito il ministro del Lavoro, “ha fatto intendere che dalla metà del mese di settembre ci saranno criticità nella gestione dell’azienda, che in tempi successivi possono tramutarsi impossibilità di sopravvivere”. Il commissario, ha continuato, “nel descrivere la situazione dell’azienda e le sue limitate capacità operative dal punto di vista finanziario ha davanti a sé tempi brevissimi, tali che mi sono permesso di ipotizzare che il confronto sul piano industriale, che si avvierà giovedì, quando avremo la proposta o le proposte, dovrà a mio avviso svilupparsi con molta intensità e con l’obiettivo di concludersi entro la fine della
prossima settimana”. Per Sacconi si tratta di “tempi imposti”. Si dovrà fare in modo, ha concluso il ministro, “di conciliare i tempi brevi con un rigoroso confronto sul piano industriale”.
