Roma – Al momento non sarebbe altro che un disegno di legge (illustrato dalla proponente on. Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della Camera dei deputati), ma che tuttavia ha raccolto ampi consensi trasversali tra i vari partiti dello schieramento politico di maggioranza e di opposizione. La qual cosa lascia ben presagire che la riforma potrà entrare in vigore in tempi brevi. Ma di cosa si tratta? Le scuole saranno delle vere e proprie aziende, con propri consigli di amministrazione, che potranno liberamente scegliere i docenti che saranno inseriti in un albo professionale. In particolare, i singoli istituti saranno costituiti in fondazioni, per modo che potranno ricevere anche finanziamenti da parte di privati. I professori saranno retribuiti in base alle capacità e all’impegno che profonderanno nel loro lavoro. Dunque, saranno abolite le graduatorie, e sarà introdotta la meritocrazia. I professori non saranno più dipendenti pubblici, ma veri e propri professionisti. Non ci saranno quelli che oggi sono indicati come “precari”, ma solo professori (professionisti) disoccupati. I docenti avranno la possibilità di fare carriera all’interno dell’istituto scolastico, con concorsi per titoli ed esami. Chi entrerà come docente, potrà diventare di seguito: ordinario, esperto e vice dirigente. Con altro concorso per titoli ed esami potrà aspirare a raggiungere il grado di dirigente scolastico. La valutazione del singolo docente sarà doppia: sia interna che esterna (nucleo di valutazione centrale). Stessa sorte per gli studenti: anche loro saranno soggetti ad una doppia valutazione.

scusi ma i precari che fine faranno? saranno licenziati oppure assunti in base alla meritrocrazia? oppure alle raccomanzioni? complimenti di male in peggio. Poveri noi diceva Toto’ : voglio vedere dove vogliono arrivare.