VENEZIA – Il regista tedesco Wim Wenders presiederà la Giuria internazionale della 65/a. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Lo ha nominato il Cda della Biennale, su proposta del direttore del settore cinema Marco Mueller. Nel corso degli anni Wenders ha stretto con la Mostra di Venezia un lungo sodalizio fin dal suo esordio. Protagonista al Lido già nel 1972 con il suo primo lungometraggio “Prima del calcio di rigore” (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter), Wenders ha vinto dieci anni più tardi il Leone d’oro con “Lo stato delle cose” (Der Stand der Dinge), primo di una serie d’importanti riconoscimenti che lo hanno portato alla ribalta internazionale.
Wenders il difficile, o il cinema come perfezione: al cinquantatrenne regista tedesco, che quest’anno sara’ il presidente della giuria del festival di Venezia, sono state affibbiate diverse definizioni. Fatto sta che Wenders le ha regolarmente superate tutte per realizzare un cinema fondato su alcuni concetti a lui cari: l’inquietudine, il viaggio come ricerca di se’, la scoperta della diversita’. A questo proposito, non e’ solo una notazione in piu’ il fatto di aver lavorato con Michelangelo Antonioni negli anni ‘90 all’opera ‘Al di la’ delle nuvole’. Ma quella con Antonioni era stato una sorta di punto di arrivo: Wenders aveva gia’ mostrato la sua poetica, secondo lui assai simile a quella del maestro ferrarese, vincendo nel 1982 a Venezia il Leone d’oro con ‘Lo stato delle cose’. Tre anni dopo, nel 1985 a Cannes aveva bissato con la Palma d’oro grazie a ‘Paris Texas’ e nel 1987 era stato miglior regista, sempre a Cannes, con ‘Il cielo sopra Berlino’. Wenders, nella sua lunga produzione, ha spaziato tra i generi: dalla produzioni hollywoddiane come ‘L’amico americano’, ‘Nick’s film’, ‘Hammet’, a quelle semindipendenti come ‘Buena vista social club’, oppure ‘The million dollar hotel’ o ‘Non bussare alla mia porta’. Molte delle sue pellicole hanno avuto la caratteristica di non avere sceneggiatura, ma questo non ha tolto nulla alla profondita’ e alla struttura filmica del lavoro finale. Il suo ultimo progetto e’ ambientato in Italia e dedicato interamente Sicilia: si chiama ‘The Palermo Shooting’, ha avuto un budget di circa quattro milioni di euro, finanziato in parte con fondi dell’Unione Europea, ed e’ stato presentato all’ultimo Festival di Cannes.
