TAGLI ALLA SCUOLA: SARANNO ABOLITE 100.000 CATTEDRE

Per risanare i conti pubblici arrivano i temuti tagli alla scuola. Se la Finanziaria 2008 del Governo Prodi prevedeva di eliminare 33.000 cattedre, la nuova bozza di decreto fiscale ne fa saltare altre 62.000 più 47.000 impiegati dell’amministrazione scolastica. Obiettivo di queste ”Disposizioni in materia di organizzazione scolastica” come vengono chiamati i tagli nel decreto, è “migliorare la qualificazione dei servizi scolastici e valorizzare il personale docente” ovvero passare da 9,1 studenti per ogni insegnante a 10,1.

Mentre confidavamo nella possibilità sin dalle linee programmatiche del DPEF di vedere una aumento sostanziale delle risorse destinate alla conoscenza in percentuale Pil, la volontà del nuovo governo si è mossa in senso opposto: tagliare in  settori strategici per la crescita e la democrazia di tutto il paese, al fine di racimolare risorse” ha commentato l’Unione degli Studenti.

Ci sentiamo privati della possibilità di costruire il nostro futuro: un Governo che ha fatto del merito e della qualità la sua principale bandiera, oggi annuncia la fine della qualità nelle scuole elementari, alcun investimento nella formazione permanente, la visione della scuola pubblica come un settore da cui succhiare risorse” ha aggiunto la Rete degli Studenti.

Insieme ai comunicati delle associazioni studentesche arriva un ulteriore comunicato stampa, stavolta da parte del Ministero dell’Istruzione che informa di aver autorizzato “la procedura di autorizzazione delle immissioni in ruolo per 32.000 unità complessive, 25.000 docenti e 7.000 personale Ata. Il Ministero dell’Istruzione ha voluto rispondere in tal modo ai precedenti impegni presi, compatibilmente con la sostenibilità economica disponibile. E’ comunque intendimento del Ministero avviare subito un processo di revisione della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti che eviti il riprodursi del precariato“.

Come dire: gli impegni presi si mantengono, ma le cose stanno per cambiare.

(fonte: Marta Ferrucci – studenti.it)

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