ROMA – “Se S. Paolo fosse vivo sarebbe stato un giornalista”. A parlare è suor Beatrice Salvioni, Figlia di San Paolo, intervenuta all’incontro “Comunicazione e clausura” svoltosi ieri nel Monastero delle Clarisse di Roma. “Usare i mezzi di comunicazione è una sfida per annunciare il Vangelo”, ha detto. “Tutto quello che è bello deve essere oggetto di pubblicazione. L’uomo ha bisogno della bellezza – ha concluso la Paolina – per riuscire a tirar fuori il meglio da sé. In tal senso il Vangelo offre la strada per essere felici”. Umberto Nardi, docente di all’Università Sacro Cuore di Roma ha messo in evidenza come “la suora non fugge dal mondo, ma con la preghiera, la meditazione e il lavoro è una risorsa importante”. “Sono” – ha concluso – “una forza viva che comunica con il pensiero e l’anima”. Il regista Francesco Maselli ha aggiunto: “dobbiamo partecipare alla trasformazione del mondo, ognuno con il proprio carisma. È una sfida cambiare il mondo, ma dobbiamo lavorare per tentare di farlo. Ci sono delle componenti della società che si incontrano nella voglia di liberare il mondo dall’orrore e dall’egoismo”. Suor Beatrice Riggio ha infine evidenziato:“Questo incontro vuole essere un invito alla reciproca conoscenza, a tendersi la mano, mente e cuore allo scopo di raggiungere una nuova e più profonda chiarezza alla nostra vita e al nostro impegno sociale”.
(SIR)
