EMERGENZA RIFIUTI / FERRANDELLE - LUIGI RUSSO: HANNO SEQUESTRATO SOLO LE PIAZZOLE ORMAI COLME DI RIFIUTI. CONTINUANO INVECE I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DI ALTRE SEI PIAZZOLE. di Antonio Gaudiano

Santa Maria La Fossa – Sul sequestro della discarica di Ferrandelle abbiamo incontrato il consigliere Luigi Russo, che nelle battaglie ambientaliste e antidiscariche è stato sempre in prima fila “Dai titoli dei giornali di questi giorni si legge: ‘Santa Maria la Fossa in festa per la chiusura di Ferrandelle’, ma quale chiusura di Ferrandelle, visto che si sta procedendo a ritmo forzato ai lavori di ampliamento e alla realizzazione di altre sei piazzole (dico: sei piazzole)?”. Ci ha dichiarato Russo. E ha continuato
“La verità è questa: hanno sequestrato le piazzole che a tutt’oggi erano operanti ed ‘esaurite’: cioè quelle che erano colme di rifiuti. Adesso stanno ultimando le altre piazzole da riempire. Quindi non c’è nulla da esultare, o da far festa. Sono solo titoli di giornali. La verità è che De Gennaro aveva il mandato del Governo di risolvere il problema dell’emergenza rifiuti in Campania entro il 30 di aprile, e tutto ciò non è avvenuto. Questo in primo luogo. In secondo luogo – continua Luigi Russo -, sono arrivati degli avvisi di garanzia a dei cittadini fossatari a seguito dei noti scontri per la discarica di Ferrandelle, e questo è passato inosservato. E su questo l’amministrazione e in primis il sindaco Bartolomeo Abbate avrebbe dovuto prendere posizione nettissima, cosa che non è stata fatta. In terzo luogo, l’ing. Felice Zippo ha avuto un avviso di garanzia, insieme al geologo Lucio Girardi. Onestamente e umanamente mi dispiace. Ho un fortissimo dubbio: perché questo avviso di garanzia? Sia Zippo che Girardi erano stati incaricati dal consiglio comunale di controllare l’esatto compimento delle operazioni di conferimento in discarica dei rifiuti a Ferrandelle, dunque avrebbero dovuto dar conto essenzialmente al consiglio comunale, non già alla Procura. Quelli deputati al controllo – conclude Luigi Russo - erano le persone nominate dalla struttura commissariale. La responsabilità, dunque, doveva essere ‘spalmata’ su tutte quelle persone che avevano il compito di controllare”.

 

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