SANTA MARIA LA FOSSA – Sequestrata nella serata di martedì scorso, la discarica di Ferrandelle è stata parzialmente dissequestrata nella giornata di ieri dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. La decisione adottata dalla procura sammaritana attenua lo stato di difficoltà in cui si sarebbe di nuovo trovata la Campania e particolarmente le province di Napoli e Caserta, visto che nella stessa serata di martedì la magistratura aveva disposto anche la contemporanea chiusura del sito Pianodardine nell’Avellinese. L’inchiesta, cui aveva dato il “via” la denuncia depositata dal sindaco di Santa Maria La Fossa Bartolomeo Abbate, aveva portato all’apposizione dei sigilli al sito di Ferrandelle e alla notifica di provvedimenti penali a carico di cinque persone: Luigi Palmieri, attuale commissario prefettizio del consorzio ACSA Caserta 3, ente che ha gestito l’area dal 6 febbraio (giorno di apertura del sito) al 15 marzo scorso; Biagio Vagliviello, funzionario dell’Acsa e Isidoro Orabona, presidente del consorzio Geoeco, che è succeduto al consorzio Acsa. Coinvolti altresì i due tecnici, l’ing. Felice Zippo (responsabile dell’U.T.C.) e Lucio Girardi (geologo), incaricati dal comune di Santa Maria La Fossa di controllare dall’esterno per conto dell’ente. La relazione dei due tecnici era stata allegata alla stessa denuncia che il sindaco Abbate aveva depositato in procura. Tutti sono accusati di aver abbancato tra l’altro rifiuti pericolosi (carcasse di elettrodomestici, materassi etc.).
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