F E R M A T E V I !!!! SANTA MARIA LA FOSSA – LA DISCARICA DI FERRANDELLE E’ IMPLOSA E STA ‘VOMITANDO’ PERCOLATO. di Antonio Gaudiano.

 

 

 

 

 

 

 

Le .foto .sono.tratte .dalla.relazione.

tecnica.del.geologo..del .comune .

dott..Lucio.Girardi

 

 

 

 Santa Maria La Fossa – La ‘bomba’ è esplosa. O, sarebbe meglio dire è implosa. La discarica di Ferrandelle, ‘figlia’ dell’emergenza e della fretta dell’ora, sta implodendo anche sotto il peso dell’enorme montagna di rifiuti che sono stati ‘abbancati’, e sta ‘vomitando’ percolato a più non posso, invadendo gli spazi circostanti e, con ogni probabilità, le stesse falde acquifere sottostanti. E’ quanto in filigrana si può leggere dalle relazioni presentate al sindaco Bartolomeo Abbate, dai due tecnici incaricati, a seguito del sopralluogo dell’altro giorno. L’ing. Felice Zippo, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, ha infatti rilevato che “in prossimità di buona parte delle pareti in c.c.a. di contenimento laterale delle piastre di abbancamento dei RSU si sono riscontrate lesioni di tipo strutturale, dovute molto probabilmente a rotazione delle pareti stesse per effetto della spinta esercitata dai rifiuti, unitamente a deficienze di tipo realizzativo delle stesse per mancanza di armatura di cucitura degli angoli; si è potuto inoltre constatare in prossimità di tali lesioni fuoriuscita di percolato proveniente dall’interno della piazzola stessa, dovuta sia al cedimento strutturale dell’angolo in c.c.a. che alla rottura del pacchetto impermeabilizzante realizzato all’interno”. Ed ancora, sempre nella relazione dell’ing. Zippo si legge “nelle immediate vicinanze delle pareti nord delle piazzole ‘A2’ e ‘A3’ si è potuto rilevare fuoriuscita di percolato proveniente dal sottosuolo”. “Tali circostanze di fuoriuscita di percolato – conclude il tecnico comunale – possono verosimilmente essere causate sia da cedimenti strutturali, dovuti da carichi eccessivi… sia da cedimenti a scarsa maturazione del calcestruzzo prima dell’inizio delle operazioni di abbancamento”. “La situazione – gli fa eco il dott. Lucio Girardi, geologo incaricato dal comune – appare di tutta evidenza allorquando si esamini la situazione della fossa praticata probabilmente per la raccolta di tale percolato (sfuggita alle esigue capacità di raccolta imposte dal presidio operato) che si vede defluire in essa in modo continuo, al di sotto della massicciata… Tale situazione appare infatti generalizzabile su tutta l’area: sia quella insediata con le piazzole in c.a. che quella insediata con la piazzola, cosiddetta di stoccaggio preliminare, che fu la prima ad essere interessata all’abbancamento dei rifiuti. Da informazioni assunte in loco – continua Girardi – la produzione di percolato, viene affrontata con la raccolta di oltre trecento metri cubi di percolato, comunque insufficienti a contrastare un problema i cui effetti sono direttamente rilevabili, così come prima descritti”. Insomma, la situazione è estremamente grave e nelle parole dei due tecnici sembra di leggere che la situazione sia sfuggita di mano. Non solo. Ma sembra proprio di difficile soluzione. Intanto, invece di attuare una “moratoria” nei conferimenti, si continua a scaricare nell’altra piazzola, figlia anch’essa della fretta dettata dall’emergenza. Quel titolo “Fate presto”, scritto a tutta pagina dal Mattino nel lontano 1980 al tempo del terremoto che colpì la Campania, ha fatto storia. Oggi, di fronte a questo scempio, non possiamo che titolare “FERMATEVI !”.

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